Ogni riferimento a cose o persone è puramente casuale…?!
Ecco la storia di una persona: non sempre si parla di persone nelle storie ma sono codeste a renderle tali. Alcuni scrittori amano concentrarsi sui personaggi piuttosto che sulla trama, non perché eruditi di psicologia, ma perché spesso sono proprio loro a creare gli eventi.
Ci sono i potenti che vogliono fare i destini, i rassegnati che si dedicano al lavoro, agli amici in difficoltà, per scordare i propri problemi, ci sono i ribelli e i rivoluzionari, eroi di tutti, che ci donano la forza di lottare per la realizzazione dei nostri sogni e, a volte, ci sono anche i delinquenti della peggior specie; quelli che sembrano cavarsela sempre e non pagarla mai.
All’inizio questa sembra la storia di una città, delle sue tante persone, del loro lavoro e delle bassezze che dona il denaro. Ma in realtà le bassezze andranno avanti senza che nessuno ci faccia caso tante se ne vedono ogni giorno. La cosa migliore è lasciare questa città affogare nella sua melma, e magari trovare un paesino tranquillo, dove godersi la stessa natura incontaminata che i nostri antenati abbandonarono emigrando in cerca di fortuna.
La protagonista di questa storia si chiama Bianca Torre. E’ un nome caratteristico della città, da cui proviene la sua famiglia materna, che ancor oggi vive lì.
Bianca non è ricca, viene da un posto sperduto nella campagna di cui ricorda solo di voler dimenticare. Ci viveva perché sua madre, la signora Torre, aveva due sorelle viziate e capricciose: Bianca Regina e Nera Regina, le quali occupavano la casa natale, senza pagare nemmeno l’affitto alla madre di Bianca, tanto che quest’ultima aveva preferito vivere altrove anzichè assistere sempre ai loro feroci litigi. La conseguenza fu che le due decisero di dividersi la casa chiamando uno dei due fratelli, il Re Nero, per ampliarla. La signora Torre e l’altro fratello non vennero nemmeno interpellati, tanto Re Nero era sicuro di stupire tutti con la sua maestria di architetto. Lo stupore fu tutt’altro che positivo e dice il detto: “Chi sa fare, fa; chi non sa fare insegna” per questo motivo il Re Nero si diede alla carriera universitaria.
Anche i vicini notarono il capolavoro: infatti, dato che violava una parte del loro confine, intentarono una causa, vincendola e ottenendo un risarcimento in denaro e la cessione di alcune stanze.
Re Nero si può definire un architetto d’avanguardia, che ha anticipato di trent’anni la “abitazione da condono edilizio”, e può oggi ascendere all’Olimpo dei grandi guru, capaci di progettare opere i cui costi di costruzione, sono assai inferiori al loro mantenimento, come lamentano oggi, sui giornali, certe prestigiose istituzioni, colpevoli della malaugurata vanità di ingaggiarli.
Ecco la storia di una persona: non sempre si parla di persone nelle storie ma sono codeste a renderle tali. Alcuni scrittori amano concentrarsi sui personaggi piuttosto che sulla trama, non perché eruditi di psicologia, ma perché spesso sono proprio loro a creare gli eventi.
Ci sono i potenti che vogliono fare i destini, i rassegnati che si dedicano al lavoro, agli amici in difficoltà, per scordare i propri problemi, ci sono i ribelli e i rivoluzionari, eroi di tutti, che ci donano la forza di lottare per la realizzazione dei nostri sogni e, a volte, ci sono anche i delinquenti della peggior specie; quelli che sembrano cavarsela sempre e non pagarla mai.
All’inizio questa sembra la storia di una città, delle sue tante persone, del loro lavoro e delle bassezze che dona il denaro. Ma in realtà le bassezze andranno avanti senza che nessuno ci faccia caso tante se ne vedono ogni giorno. La cosa migliore è lasciare questa città affogare nella sua melma, e magari trovare un paesino tranquillo, dove godersi la stessa natura incontaminata che i nostri antenati abbandonarono emigrando in cerca di fortuna.
La protagonista di questa storia si chiama Bianca Torre. E’ un nome caratteristico della città, da cui proviene la sua famiglia materna, che ancor oggi vive lì.Bianca non è ricca, viene da un posto sperduto nella campagna di cui ricorda solo di voler dimenticare. Ci viveva perché sua madre, la signora Torre, aveva due sorelle viziate e capricciose: Bianca Regina e Nera Regina, le quali occupavano la casa natale, senza pagare nemmeno l’affitto alla madre di Bianca, tanto che quest’ultima aveva preferito vivere altrove anzichè assistere sempre ai loro feroci litigi. La conseguenza fu che le due decisero di dividersi la casa chiamando uno dei due fratelli, il Re Nero, per ampliarla. La signora Torre e l’altro fratello non vennero nemmeno interpellati, tanto Re Nero era sicuro di stupire tutti con la sua maestria di architetto. Lo stupore fu tutt’altro che positivo e dice il detto: “Chi sa fare, fa; chi non sa fare insegna” per questo motivo il Re Nero si diede alla carriera universitaria.
Anche i vicini notarono il capolavoro: infatti, dato che violava una parte del loro confine, intentarono una causa, vincendola e ottenendo un risarcimento in denaro e la cessione di alcune stanze.
Re Nero si può definire un architetto d’avanguardia, che ha anticipato di trent’anni la “abitazione da condono edilizio”, e può oggi ascendere all’Olimpo dei grandi guru, capaci di progettare opere i cui costi di costruzione, sono assai inferiori al loro mantenimento, come lamentano oggi, sui giornali, certe prestigiose istituzioni, colpevoli della malaugurata vanità di ingaggiarli.

