POLLIG.


Il polligrifo: un animale mitico.

Animagus delle terre paludose







Il polligrifo: un animale mitico.

Animagus delle terre paludose



«Pape Satàn, pape Satàn aleppe!»,
cominciò Pluto con la voce chioccia;
e quel savio gentil, che tutto seppe,


disse per confortarmi: «Non ti noccia
la tua paura; ché, poder ch'elli abbia,
non ci torrà lo scender questa roccia.»
Dante, Inf. VII, 1-6


Nell’ufficio cultura di Chesstown le profondità infernali affiorano tra urla e convulsioni. Il male degli dei è ora il male di Satana e forse è vero che l’ignoranza rende più felici.
Eppure nella cultura Chesstowncense l’incompetenza governa e chi pontifica non è certo ispirato dallo Spirito Santo.
Se qui non si è in grado di produrre il sapere, da dove arriva questa cultura?
E’ stata rubata, per il gusto di farsi belli con il lavoro altrui e forse l’autore, opportunamente non invitato, non sa che dovrebbe reclamare i suoi diritti.
Chi invece spera di dare il giusto riconoscimento al lavoro di suo nonno e affida una breve e concisa ricostruzione biografica a La Fontaine, lo vede fare il pavone assieme alla cornacchia Cooman in occasione del convegno.
Tuttavia le favole sono più facili a dirsi che a farsi e quando un lavoro di ricerca deve essere serio e documentato, si va fino alle terre lontane e paludose dove ha dimora il mitico polligrifo, l’unico in grado di covare una così grande opera per ben otto anni.
Dare una cosa al nome” non è più impresa umana, ma bestiale!
Peccato che Chesstown riveli di non conoscere i suoi polli: infatti la gallina del filo d'oro aveva già lasciato in eredità una "nidiata di libri"... Certa gente non sa proprio vivere in Pace!

Lawrence O'Press


Le boicottate interviste di Bianca Torre furono inserite in un libro, dovevano essere presentate prima di Natale.
Un diritto arrivato dopo molti anni, troppi perché Bianca Torre era stata derubata del suo denaro, e avrebbe preferito lasciar perdere e magari stare a casa sua, nel suo paese. Senza i suoi soldi, senza la sicurezza di un impiego che, doveva ripagarla di sacrifici enormi, quali lo stare lontana dai suoi amici, gli anni dedicati allo studio e ad una laurea inutile, anche per il più sottopagato dei lavori possibili.
Il libro veniva descritto da suo zio, il Re Nero con gran pompa, uno zio aiutato dai soldi di Bianca, che lamentava il fatto che anche dei docenti universitari lavorassero gratis senza essere il protagonista di una barzelletta.
Bianca Torre non usò il BAROCO per rendersi conto dell'illogicità di tale reclamo: essendosi laureata a Venezia come questi stessi, e avendo meno cattedre universitarie per sostentarsi, era ovvio che l'unica retribuzione possibile in un paese come l'Italia, era di cambiar vita e mettersi a fare un lavoro più richiesto, come l'infermiere. Strano che queste menti eccelse non l'avessero realizzato prima... magari il posto di insegnante universitario poteva bastare, ma a quel punto, non era il caso di lamentarsi, visto che le loro università pullulavano di studenti, nonché stagisti ossia gente che lavora gratis. Un chiaro destino rinfacciato a Bianca come se la sua situazione non fosse difficile e aggravata dalle umiliazioni subite dalla Prof. Cooman, finalmente uscita dalla porta dell'amministrazione precedente e rientrata dalla finestra come Presidente della civica Biblioteca di Chesstown.
Ricordò che, anche la sventurata Cooman, aveva faticato gratis per far spiare Bianca Torre mentre consultava i verbali, del periodo in cui il dott. Flocs fu Assessore alle finanze e alla pubblica beneficienza, banalizzandolo in un accurato elenco, delle opere fatte nel dopoguerra. Ovviamente i soldi presi per il libro non sono più ricomparsi e forse è l'unica che è stata ripagata degnamente dei suoi sacrifici, tanto da “rinunciare a pubblicare”, se vogliamo usare un elegante sinonimo di: “chi se ne frega se quell'idiota ha scritto qualcosa”.
Nel frattempo abbiamo trovato un'insegnante che non è sottopagata o forse il contesto la include nel novero dei politici?
Gli insegnanti andranno comunque in piazza a protestare, gli studenti invece dovranno combattere fortemente per i loro diritti e Bianca Torre non sa che farsene di un'opera che ha rubato del tempo e non può più fruttarle una carriera o un lavoro decente.
Il tempo è gentiluomo ma con chi se la prende comoda e danneggia gli altri: quando uno non ha più niente da guadagnarci a stare zitto, ha in mano solo una prova di che paese di poveri imbecilli, quale Chesstown è, ha bisogno di fregare i soldi a una ragazza che studia, e ha bisogno di farle recuperare il suo passato perché al presente gli indigeni sono solo capaci di vomitare addosso agli stranieri razzismo e maleducazione... forse un po' di sano orgoglio cittadino poteva lasciare Bianca ignorata e meno indispensabile per la pubblicazione e magari più felice, o forse Chesstown è sempre stata una città infame che il dott Flocs ha abilmente fatto apparire industriosa ed elegante... del resto, è questo il lavoro della moda.

Bianca Torre si chiese quale impedimento fosse di nuovo sorto alla presentazione delle sue interviste per il periodo natalizio, come al solito nessuno si era fatto vivo, nessuno si faceva trovare e tutti sembravano scomparsi. Naturalmente bastava guardare il telegiornale per fugare ogni speranza che un grosso meteorite avesse colpito pericolosamente Chesstown, per questo si chiese se l'unico impedimento fosse che non era più la sola stufa di lavorare gratis per la seconda volta al seguito di una città ancora inconsapevole del senso comune dell'indecenza avvallato da un ulteriore rifiuto della Belllesfemmes di sponsorizzare il solito spettacolo tragicomico di vanità...

Il comune di Chesstown ha contratto un grave deficit a causa della pessima amministrazione. La disperazione portò i nuovi consiglieri a proporre al premier una notte a pagamento con la Cooman per racimolare dei soldi. La Cooman convinta di avere un’imperdibile occasione per fare carriera si sacrifica dopo avere chiesto il permesso del sindaco. Così i consiglieri la presentano come escort, entrando nelle grazie del capo di stato e, cosa più importante, ricevono una lauta ricompensa. Si assicurano che l’atto sia compiuto e solo in quel momento rivelano il potenziale intellettuale della loro promessa politica, tuttavia il presidente rimane impassibile mentre si abbottona i pantaloni: “No grazie, -risponde- volevo solo montare una, non una già montata”.







Il club dei leoni di Chesstown finanzia un prestigioso libro sull'ascesa della BellesFemmes, storica azienda della città, e su come ha influenzato la moda del secolo scorso.
A Natale nulla è stato presentato ma questo nuovo anno sarà decisivo perché a Chesstown si legga?
Non aspettiamoci miracoli come l'inverno che non arriva, chi vive sperando...
Forse con l'imminenza del giovedì grasso salterà fuori che era uno scherzo o forse è l'unica occasione perché l'amministrazione comunale si renda ridicola senza suscitare disappunto; dopo tutto, è carnevale!
Tra proposte culturali più fanta che scientifiche, forti del detto “la moda è suocera del buon gusto” il sindaco può sempre riconfermare i suoi pessimi gusti in fatto di transessuali e, per promuovere un po' di tolleranza, voci di corridoio dicono, ci sarà una sfilata per celebrare tutti i tipi di orientamento sessuale, quindi accorrete etero e gay, tutti insieme sulla scacchiera come il bianco e il nero, lo Yn e lo Yang, a simboleggiare la pace (anche dei sensi) tra maschile e femminile, tra i personaggi degli scacchi, sempre in guerra tra loro: stallone e giumenta, torre di Pisa e fossa delle Marianne, Re di bastoni e Regina di coppe,
alfiere con vessilli di Venere e Marte, fanti dorici, dame cortigiane, pedoni pederasti e chi più ne ha più ne metta, da quando si è allargato il buco dell'ozono c'è posto per tutti, ma nella confusione della battaglia, già lo sappiamo: Amore è il vero vincitore!

L.O.




Bianca Torre era ancora in attesa della pubblicazione del suo libro e per credere all'avverarsi di un simile evento non le restava che montarsi la testa!
Pertanto cominciò ispirarsi ai tradizionali vaccari della Maremma per ottenere un montamento davvero alla moda, visto che la stessa Cooman, era una vaccara non solo per tradizione ma anche per stile. Inoltre era certa di avere un'esclusiva da far invidia anche a Lawrence O'Press: Bianca Torre aveva una testa da poter montare! La sola ed unica testa, la sua, e che dopo sei lunghi anni veniva presa in considerazione.
Nella sua modestia, sapeva che il suo lavoro non era indispensabile, anzi pensava che, una qualsiasi laureata, anche una studentessa, avrebbe potuto condurre quella piccola indagine su una grande ditta. Ma già sappiamo che a Chesstown le capacità dei lobi frontali hanno una prospettiva più rivolta alle grandi masse e a livelli inferiori...
Quindi, per “non lasciare che la verità rovini una bella storia”, come disse il maestro Orson Welles, Bianca Torre preferì immaginare di dover parlare a dei bambini piuttosto che ai soliti rimbambiti che hanno a malapena la licenza elementare, titolo obbligatorio per l'età media di Chesstown . Così, rimpiazzò la fatica intellettuale con la fortuna, e partecipò un concorso in internet, in un blog dedicato all'infanzia in cui, una maestra di asilo, raccontava le sue esperienze con articoli, contributi di vario genere, giochi e canzoni. Con questo concorso vinse una penna che immaginò essere magica, così da ispirarla nelle le domande nelle risposte degli intervistati, trasformando la sua ricerca in una accattivante avventura adatta a chi ha paura della verità perchè la sua coscienza è sporca.
Bianca ha ritrovato la sua autostima, rimosso psichicamente il disprezzo verso la politica, ed ora uscirà a prendere il caffè con un'amica molto speciale, che tiene un blog sul'infanzia al quale anche il giornale ha dedicato un articolo. Si, perché sono gli amici la nostra vera ispirazione e con loro, la magia prima o poi, arriva.




Il Polligrifo aveva la crisi del settimo anno e la covata ritardava, invece di chiamare uno psicoterapeuta di coppia, il Re Nero e La Fontaine, ingaggiarono un avvocato per inviare una diffida, minacciando di chiedere i danni senza nemmeno consultare Bianca Torre.
Bianca pensò che il danno era già in atto da tempo e che, se gli avvocati non sanno occuparsi nemmeno della tutela della sua proprietà privata, figuriamoci di quella intellettuale.
Bianca vorrebbe tanto conoscere la bellezza del silenzio!






 UN MOMENTO,
 NON E' ANCORA COTTO!






Consapevole della “fine del lavoro” ipotizzata da Jeremy Rifkin, libro letto soltanto attraverso il liquido amniotico, Bianca sapeva resistere alle vetrine tentatrici, e la logica del risparmio pervase inutilmente la sua paura per una crisi avveratasi col crollo delle Twin Towers.
Nel frattempo le banche e le poste si rifiutano di restituire a Bianca Torre i suoi risparmi e se il lavoro non dà guadagno tutto rimane fermo.
Lavorare per vivere è un'idea irrealizzabile: dicono che il mondo si è fermato ma chi vorrebbe salire è ostaggio di pochi prevaricatori che impongono sacrifici ormai inutili.
Ma Bianca non ha più motivo di tirare la cinghia e comincia finalmente a vivere. Scopre un intuito per i colori mai immaginato, se gli altri tornano ai ricorsi della moda, Bianca cerca solo le vere innovazioni e reinventa la sua eleganza. Non è un lavoro e questo la fa soffrire e ripensa a quando da tirocinante sfruttata e disprezzata, non sbagliava mai un libro, e questo anche se non le è valso mai a nulla, è ancora un orgoglio che non ha prezzo.
Ora sorride e sa cosa manca alla contestualizzazione del libro con le sue interviste!
Il Polligrifo rifiuta le bozze a La Fontaine, e dopo anni di carriera universitaria questi non sa che aveva la chiave proprio nella biblioteca di cui era il Presidente, dove Bianca aveva lavorato come volontaria pur di reperire le sue preziose fonti.
Infatti successivamente ad ogni sua consultazione, qualche pietra miliare della storia della moda italiana, spariva nel macero.
Quei libri ora non sono carta straccia, ma parte della collezione di qualche bibliotecario che La Fontaine si merita!




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