Babele

 TORRE DI BABELE


ALTA MODA: Irene Brin, al secolo Maria Rossi, la definiva una scienza esatta, e ancora la diabolica Anna Wintour ce lo dimostra con la sua irreprensibiltà.
Se ciò non vi basta, gli esperti del Trasformista assicurano: "A t'al dig me, Sa t'al dig!!!" Qual'è il loro segreto? Essendo un segreto non lo sapremo mai. C'è solo una certezza proustiana in una locandina del 2009, recante l'immagine di un paio di converse, calzature ricomparse da poco sulle vetrine, ma riamate subito: "Le feste passano di moda, ma noi siam sempre qui".





BANCARELLA, PREMIO, 
nel 1952 ci fu, “all'ombra della torre” di Mulazzo, il primo incontro tra i librai discendenti di quei primi che, nel 1500, partirono dai paesi d'origine (Mulazzo, Parana, Montereggio) con una cesta piena di libri, da vendere in giro per il mondo. Provenivano da ogni parte, ma è la Lunigiana, la terra che ha dato i natali a questi ambulanti. In tale occasione diedero vita al Premio Bancarella, che si svolse per la prima volta a Pontremoli nel 1953, l'anno dopo, e ancora oggi continua la sua tradizione, distinguendosi per essere l'unico premio letterario assegnato da librai e non da critici. Si vuole così suggellare un'antica usanza secondo cui questi venditori praticavano un brainstorming ante litteram, allo scopo di scambiarsi idee ed informazioni su quelle che erano le tendenze del mercato del libro, prima di partire e disperdersi ogni primavera, quando cominciavano a viaggiare per l'Europa con il loro prezioso carico di libri pronti per essere acquistati.

BAROCO: figura estremamente complessa del sillogismo aristotelico, è usato da Bianca Torre nell'indicare situazioni che hanno eccessive spiegazioni anche se non necessarie: "Non serviva un baroco per capirlo" oppure: "Eh che ci vuole? un baroco?"
 
BELFE: del 1936 è la richiesta della società Belloni, Festa & C. al Ministero delle Corporazioni di contraddistinguere con il marchio “Belfe” la produzione di capi sportivi e precisamente caschi, guantoni, guanti e muffole di tela e di cuoio, giacchettoni, giubbe e giubbetti di cuoio, pelli di foca, sacchi da montagna, ghette da sciatori, sudovest, berretti e crocetesta da sciatori.
 La modifica del marchio, del logo recante la parola “Belfe”, inizialmente ideato da Ada Costamagna, moglie dell'ingenier Francesco, è rivista con la calligrafia di Ferruccio Los, logo che rimarrà inalterato fino alla metà degli anni Sessanta.
Logo “Belfe” modificato da Ferruccio Los sulla base di quello ideato nel 1920 dalla Sig.ra Ada Festa Costamagna (Archivio Famiglia Los)
 Risale a questo periodo il primato di “Belfe” nella realizzazione della prima giacca a vento di cotone in popeline impermeabile, mentre già nel 1930 aveva realizzato i primi completi di panno in lana per lo sci.


BELLESFEMMES S.p.A. : azienda di cui era socio il dott. Flocs, nonno di Bianca Torre. Il nome nacque da una delle commesse, famosa per la sua bellezza, che faceva esclamare alle persone "Bella mora!". Un giorno la bella Mora mentre lavorava allo spaccio della ditta, ribattè: "Belle Femmine sior!" e da alllora la BF diventa marchio di fabbrica.


BUNGA BUNGA: espressione figurata per avvenimenti a sfondo sessuale in ambito politico e civile a spese dei cittadini. Chi si occupa di Bunga Bunga si reca in un paese diverso da quello di provenienza per lucrare con persone di rilievo politico ed amministrativo, tramite attività bandite dalle leggi locali ( uso personale di beni pubblici o altrui, prestazioni sessuali senza partita I.V.A., uso di pseudonimi e false identità, anche di persone famose o di rilievo etc.)

In altra accezione è un marchio registrato per numerose categorie di prodotti a larga diffusione compresi i profilattici.

C.I.M. : sigla di Centro Italiano Moda, quando ancora la gente impazziva per cose più gravi di una Griffe. Pur restando tempio della creatività italiana, oggi raccoglie personalità variopinte,  che compensano l'assenza di lavoro con incontrollate espressioni di fantasia. E' sempre un luogo esclusivo e di difficile penetrazione e dato che la Seconda Repubblica vive la decrescita, vi si impone una sterilizzazione di nuove idee per fare economia di pensiero piuttosto che tagli all'inquinamento mentale.



FIGLI DE LA SCHIFOSA: definizione tratta dallo "Adattamento dal Borzacchini Universale ad uso delle menti più semplici": “essere il figlio della schifosa” appare quale astrazione sublime intesa a significare lo stato di emarginazione sociale di quanti, già di incerta paternità, tengon fama di essere nati da femmina notoriamente dissoluta nonchè reietta o immonda. Già secondo il Paglianti-Struggimele, l’espressione “to be son of the dirty”  trae spunto dalla leggendaria figura di Maria la Sudicia, alacre e solerte prostituta al seguito delle truppe di liberazione nella campagna di Bicchio la cui numerosa e variopinta prole  non  conobbe fortuna e occasione di riscatto, esclusa da ogni relazione sociale, nonchè dalla spartizione dei piccoli furti e ruberie tanto in voga tra le famiglie più benestanti.
Dalla rete invece abbiamo una fonte anonima:
“…O che sono il figliolo della schifosa..??” suole lamentare ancora oggi, in occasione del rifiuto di Matteo di farlo entrare al privé, il giovane che si presenta al Frau con il calzino non in tinta con la mutanda.

I-PHONE 5: innovativo supporto di informazione e conservazione di dati. Più interattivo di un libro, anche se di materiale assai più duraturo della carta, moda e consumismo lo faranno presto soppiantare dall'I-phone 6.










 Donne, sono meglio dell'I-PHONE 5, ho la coda corta e duro più a lungo!











MEFISTA : cuffia di lana tipo passamontagna

MUMMIA: particolare tipo di sacco a pelo che chiudendosi dall’interno al di sotto del sacco, creava un sistema a più strati inventato appositamente per l'equipaggiamento della spedizione sul K2 sponsorizzata da Belfe.




NEIMAN MARCUS : catena di magazzini americani fondata nel 1907, fu la prima catena di magazzini USA a importare la maglieria italiana Mirsa nell’immediato dopoguerra. Roberta di Camerino venne premiata con l’Oscar della moda, il Neiman Marcus Award, per le sue borse in pelle o in velluto colorato. (Si trattava di un premio nato nel ’38 per segnalare stilisti e addetti ai lavori con meriti particolari; prima di lei un altro italiano a vincerlo era stato Ferragamo nel ‘47,in seguito Mila Schon nel ’66 per il colore, Missoni nel ’73).


NYLON: Il filo di nylon, vale a dire il primo polimero sviluppatosi negli anni '30 (la sua produzione risale al 1938) fu utilizzato nell'industria tessile dal 1945. Utile perché facilmente foggiabile a fibra per estrusione attraverso piccoli fori. Come già ricordato, “Belfe” è la prima azienda italiana a realizzare capi di abbigliamento con questo particolare filato, allora sconosciuto in Italia. La sicurezza e le performance che la plastica rende possibili hanno consentito a moltissimi sport di avere uno sviluppo veramente notevole. In Italia, l' autarchia aveva orientato la ricerca verso fibre alternative a cotone e lana che avevano consistenti importazioni dall'estero, come il rayon, prodotto in Italia da Snia Viscosa e da Rhodiatoce per “Belfe”. Le provvidenze governative per il settore tessile, poche e lente ad arrivare, erano state quasi interamente monopolizzate dal comparto delle fibre artificiali che si proponeva, assieme a tutta la chimica, come settore propulsivo. Ciò costrinse a partire dai primi mesi del 1947 la Marzotto di Valdagno ad una ristrutturazione produttiva: pur disponendo di attrezzature relativamente aggiornate rispetto al resto del comparto, gli impianti erano invecchiati e poco competitivi sui mercati internazionali. La ristrutturazione comportava inoltre un drastico ridimensionamento della mano d'opera occupata.
Ricordiamo che nel 1947 era ministro del Bilancio il liberale Luigi Einaudi.



POPELINE : tessuto di cotone molto leggero

RIPOSINO: è una torre bianca, così chiamata perché custodisce il sonno dei libri della biblioteca di Chesstown. L’Angelica Serafina, per paura che qualcuno li leggesse e svegliasse la creatività dei giovani, li ha addormentati tutti, eccetto l’opera originale del famoso Prosperoso Alpinista, proiettato direttamente in un’altra dimensione poiché da questa risulta scomparso.
Gli spacciatori sono più furbi: i libri li ignorano e sedano le intelligenze sovversive con pastiglie colorate, dimostrandosi abilissimi nella presentazione del prodotto.

 RIVELLINO: è una delle torri che si ergono lungo le mura di Marostica, vicino al castello inferiore, si affaccia sul giardino della civica biblioteca, non più intitolata a Prospero Alpini, ora dedicata a Giovanni Ragazzoni, farmacista che donò l'edificio novecentesco in cui si trova.

 
TANDEM: avverbio latino adatto alle ciliegie cui nessuno resiste quando si possono gustare a due a due. E il gusto di accoppiare persone e idee ci viene con l'invenzione del biciclo omonimo. Dare le spalle non è più questione di eleganza e neppure una manifestazione ecologica: attenti ai parassiti! Non solo il DDT avvelena il pianeta, ma anche gli sfruttatori della peggior specie. Perciò vi metto in guardia: se salite in tandem, guardatevi dietro: sarete bollati come nostalgici e reazionari, ma l'esperienza insegna: pedalare con gli altri può dividervi dal vostro utile con la scusa del dilettevole.


VENEZIANI, JOLE : (Taranto 1901Milano 1989)  stilista milanese, commissionò la produzione della linea Veneziani sport alla Belfe per alcuni anni. Il suo atelier era in via Montenapoleone a Milano.
Le sue collezioni sfilavano alla Sala Bianca di Palazzo Pitti a Firenze.