domenica 27 febbraio 2011

ARACNE

Ascoltiamo ora Aracne raccontarci la sua storia: ricamatrice con l’aiuto di Orfeo, che cantò le sue lodi al Club Bellesfemmes.
“La macchina che guido è assai versatile: cuce prima cappelli di paglia ma con una modifica ai suoi marchingegni può cucire cappelli in tela. La moda di quegli anni passava dai cappelli di paglia a quelli in cotone di piquet, bianco, detti “bagnini”: ancora oggi se ne vedono al mare e sono sempre i più amati dalle donne.”
Ma se dalla concorrenza spietata si passa alla guerra si fabbricano zaini o tascapani per l’Africa, oppure giacconi in pelle per i camionisti e i motociclisti durante la guerra contro l’Albania.
I capi militari oltre a vestire vogliono essere vestiti e tocca all’abile Apelle ideare qualcosa degno del fratello del Duce.
Sceglie il bianco per mimetizzarlo meglio tra le nevi di Cortina D’Ampezzo, dove sta il Fulvo Leone, tramite dell’importante richiesta.
"E con Apelle al campionario intrapresi una piccola carriera da modella lasciando ad Atena ed Afrodite quale invidia contendersi.
Quando Apelle si licenziò per intraprendere una nuova carriera imprenditoriale, venne una modellista, la signora Penelope, che lavorava al taglio con Ulisse, per la produzione di capi femminili perché proprio le signore non ne hanno mai abbastanza.
Non per diletto ma per dovere arrivò la giostra dal ritmo frenetico: alle mie colleghe talvolta faceva girar la testa, ma senza scoraggiarmi io tenni duro e meritai di diventare capo del reparto.
Non finisce qui, la mia bravura mi portò da Veneziani di Milano; una razza eterogenea e forse per questo fin troppo creativa: per le sfilate della famosa Sala Bianca si lavorava senza sosta.
Una atelier rinomato è geloso dei suoi segreti, li nasconde dietro ad un sipario di velluto nero ed ancor oggi gli stilisti gareggiano in bravura sulle passerelle che diffondono il made in Italy nato allora.
Sempre più in alto ci spingemmo con la spedizione del K2 ed i suoi componenti vennero da noi per l’attrezzatura.”

domenica 20 febbraio 2011

LA STRIA DEL FILO D’ORO

Quando la stria del filo d’oro entrò nella sede dell’esclusivo club Bellesfemmes, apparentemente non era diverso dall’antro delle sue magie: caldo d’estate, gelido d’inverno e come se non bastasse in via Tempesta.
Allora le condizioni erano molto disagevoli: senza impianto di riscaldamento, si portava uno scaldino a brace nei giorni più freddi.
Ai piani alti non si facevano mancare lo Spirito di Vino tra copricapi per la pace e copricapi per la rovente guerra in Abissinia.
Il club Bellesfemmes è assai prestigioso e produce perfino regine fatte per coronare teste anziché esser coronate; e nel reparto lo stesso sindaco di Chesstown vuol dirigere.
Comincia da valletta, la Stria del filo d’oro, porgendo filo bottoni e tessuti per fare abiti, la cui richiesta aumenterà al punto di aprire una nuova sede in via Roma, dove andrà anche la nostra amica, oramai valente cucitrice sotto la guida di Ulisse, vero intenditor di donne che sanno tessere.
La gara di eleganza si fa sportiva: per la caccia blusotti in pelle, imbottiti di pelliccia e, anche senza la Tempesta, impermeabili in popeline e nylon dei colori più richiesti: rosso, blu, marrone, oppure grigio. Ce n’è per tutti i gusti, americani compresi che col popeline vogliono anche i pantaloni.
Ma senza i ferri del mestiere nulla si fa e la vediamo primeggiare in una gara di macchine da cucito e non serve andare all’autodromo di Monza ma se le belle femmine sono troppe qualche invidia nasce sempre.
Niente ombretto quella sera: gli occhi neri li fanno le colleghe sconfitte.
Come premio consolazione si organizza una gita per tutte alla fabbrica delle macchine da cucire, in attesa della prossima gara, perché la competizione non muore mai.
La magica arte della Stria va divulgata: servono giovani apprendisti e negli anni cinquanta si organizzano i corsi dove insegna proprio la stria del filo d’oro.
E per far vedere che i belli sono anche bravi, si allestisce uno stand alla Fiera campionaria di Padova con dimostrazioni dal vivo.
Alla fine di tutto ciò una festa lascerà alla memoria la magia della Stria dal filo d’oro.