mercoledì 27 aprile 2011

Un ricordo speciale lo merita una persona che non c’è più. Si, anche i vivi meritano riconoscimenti e soddisfazioni, e qui si parla bene anche di chi c’è ancora. Il problema è dentro di noi: commemoriamo le persone speciali perché ci mancano, invece se muore uno stronzo non glie ne frega niente a nessuno, il quale è l’unico a commemorarlo (il signor Nessuno, intendo).
Sempre ogni 2 anni in piazza scacchi introduce la partita Arlecchin Batocio e come il

suo abito è fatto di pezze colorate, così anche un’azienda è fatta di tante persone, che vanno ascoltate e questo rende irrinunciabile raccontare la nostra storia.
Sin da piccolo possedeva un dono: saper vestire le bambole; era capace, ricco di inventiva: un sarto in erba.
Ma nel dopoguerra esistevano ancora dei pregiudizi tali da creare sospetti sui suoi gusti in altra camporella…
Il piccolo o meglio, il basso –così lo chiamavano- non si perse mai d’animo: dopo il suffragio vestire le bambole non può essere appannaggio di poche!
Egli continuò a coltivare la sua arte ignorando i pettegolezzi, così gli va il merito di aver trovato nella vita la donna giusta per sé, e il giusto modello per tutte le altre nella professione.

lunedì 25 aprile 2011


  PLUTONE

Nell’Olimpo di Chesstown abbiamo Plutone, signore delle tenebre, che governa con la luce elettrica da lui creata:
“Orgoglio chesstowncense fu quello di essere uno dei primi centri dell’area veneta che ha avuto l’illuminazione elettrica, una vera novità per il nostro Paese, il cosiddetto “carbone bianco”.
Oggi a questa città basterebbe trovare il lume della ragione nel blackout delle menti.
Nuovi Dott. Frankestein riscoprono l’elettroshock, ma non basta un mutuo per poter fruire di questi prodigiosi medicamenti e “i poveri scemi” rimane una tautologia.
Forse in qualche cantina c’è ancora un vecchio motore trifase utile a sfruttare il dislivello intellettuale tra presente e passato.
Sono proprio i mulini di Plutone la miccia che accende l’industria cittadina agli inizi del secolo.
Dall’industria al commercio il passo è breve: il martedì, giorno storico di mercato, i fattorini vendevano i “pacchi di treccia” che le donne facevano con la paglia del grano coltivato sulle colline circostanti, oggi percorse dai ciclisti nel Giro d’italia.
Essendo numi tutelari della ricchezza di Chesstown gli antenati di Plutone fondano la Banca Popolare di Chesstown, che ha recentemente celebrato il suo primo secolo di vita, rappresentando con arte le sue attività e le sue virtù, cardinali comprese, nell’interno del suo palazzo: visitatelo perché è l’unico posto della città che le possiede ancora. 
(un’idea di qualcuno che conosceva il dott. Flocs e Bianca Torre stimava)
Del resto fin dalla sua fondazione la Banca si era proposta di accantonare una piccola somma per scopi sociali e assistenziali: si creano corsi per giovani che possono trovare impiego nella rinomata Bellesfemmes; anche altri piccoli artigiani permettono di apprendere mestieri che necessitano non di raccomandazioni politiche, ma di buone politiche del lavoro.
Sembra strano ma anche qui sono indispensabili i soldi, eppure le mani restavano pulite.
Questo Olimpo aveva il Dott. Flocs tra i suoi membri: era probiviro della Banca Popolare di Chesstown. E anche Plutone sapeva essere un buon scalatore: insieme fonderanno la Sezione C.A.I. dato che come già visto molti cittadini amavano gli sport invernali e seguiranno con passione la vicenda del K2.
Spesso la meta preferita delle“Grandi imprese alpinistiche” della sezione C.A.I. di Chesstown era il vicino Altopiano e una vecchia foto con la neve sullo sfondo ritrae amici e colleghi sorridenti durante un gita.










sabato 23 aprile 2011

sabato 16 aprile 2011


CAIO GIULIO CESARE

Le sue origini sono romane ma il destino lo conduce alla conquista della Gallia Cisalpina senza rinunciare ai suoi passatempi preferiti: la pesca e la caccia.
Per esser più pratici in questi sport vestire Bellesfemmes è il meglio che c’è, e chi vuole vendere lo sa. Così, armato del catalogo di Bellesfemmes Caio Giulio Cesare conquista le Gallie italiane e il suo successo è tale che marcia verso Roma dove vive ancor oggi.
Viaggiando trova idee che lo rendono prezioso consigliere del Dott. Flocs, il quale lo ascolta con attenzione e le sue proposte hanno spesso buon esito.
Nuove regioni conoscono il marchio Bellesfemmes: Sabina, Magna Grecia e Sardinia.
Senza questo personaggio si può dire che Bellesfemmes non avrebbe potuto fare il giro d’Italia.


sabato 9 aprile 2011

NAPOLEONE, con l’affettuosa partecipazione della moglie


Iniziai a 14 anni la carriera in Bellesfemmes e fortuna volle che ci fosse una grossa fornitura di caschi coloniali per i nostri soldati in Africa, ma presto entrai in ufficio come ragazzino tuttofare.
Il dott. Flocs mi accolse sotto la sua protezione insegnandomi moltissime cose utili. Era una persona invidiabile che destava la mia ammirazione perché sapeva fare tutto con estrema facilità, come scrivere a macchina in diverse lingue e sempre in prima battuta.
Era uno straordinario conoscitore di tutti i tessuti e tutti gli acquisti passavano dalle sue mani.”
Come le più scatenate fashion victims il dott. Flocs era attento alle ultime novità e nella Francia della seconda guerra mondiale si parla di nylon.
Sarà Napoleone a portare dalla Francia dei libri introvabili in Italia che parlano di questa nuova fibra protagonista dell’ascesa di BellesFemmes.
Siamo felici che il nostro eroe sia tornato vivo dalla guerra con il prezioso carico anche perché il dott. Flocs fu di parola e lo riassunse di nuovo.
La corsa all’acquisto del nylon viene intrapresa da un giovane rampollo di grande fascino: il figlio di Holiday, futuro Presidente della BelleFemmes.
Questi, nel giorno dedicato a mio nonno, non ha potuto dare la sua testimonianza ma certo la collaborazione con il dott. Flocs fu anche un’importante amicizia e non voglio dimenticarlo come protagonista di uno dei successi della BellesFemmes.
Cominciano le prime collezioni sportive e una promozione come rappresentante di commercio: Napoleone conquisterà tutta l’Italia con i nuovi campionari e così finisce anche questa avventura.


Trovò un filo Napoleòn
Non era d’oro ma di nylon
Senza essere il filo d’or
Divenne comunque un tesor

Ecco a voi del nylon la storia
passata la gloria resta la boria

domenica 3 aprile 2011

EURIDICE

Moglie di Orfeo, Euridice ci racconta la storia di un altro rappresentante di Bellesfemmes.

“Posizione strategica per Orfeo era lavorare a Milano, sede legale di Bellesfemmes: ricordiamo che allora era centro del triangolo industriale ma anche sede del CIM:
sigla di Centro Italiano Moda, quando ancora la gente impazziva per cose più gravi di una Griffe.”

I ricordi di Euridice sfumano tra lo smog e lo sfavillio di via Montenapoleone dove anche i Veneziani fabbricati da Bellesfemmes erano esposti..