domenica 27 marzo 2011

APELLIDE

Apellide, figlia di Apelle
Apelle figlio di Apollo…

Ecco l’albero genealogico di una famiglia di Artisti: il design ispira questi artigiani apprezzatissimi, emigrati dall’Est Europa come accade ancor oggi.
Per caso in un negozio, un commesso viaggiatore di Bellesfemmes ammira una giacca da caccia assai ben fatta, e la caccia la si dà all’homo habilis.
Così Apelle realizza giacche e suo padre Apollo costruisce i tavoli su cui cucirle.
Si comincia vestendo cacciatori di uomini, soldati, l’Italia di allora era in piena guerra.
La bravura di Apelle gli fa meritare un’azienda tutta sua ma la Pace non arriva e una morte violenta arresta la vita artistica di Apelle, ma non la ditta, e poiché il Flocs aveva già dato il max per lo sport, Apelle si diede al Mini, per Mar e Sport.
Apellide, oggi valente modellista come suo padre, ci mostra una foto sulla neve dove Il Dott. Flocs e Apelle sorridono dopo una gita sugli sci.




 

domenica 20 marzo 2011


CLIO

Vera musa della contabilità aziendale, presentiamo Clio che ha vissuto l’ascesa economica dell’azienda.
  
“Ho visto la Tempesta ma anche il Sole24ore quando cominciarono le prime esportazioni.
Oggi la nascita della Comunità Economica Europea ha evitato il lavoro di calcolo del cambio e dei dazi per il traffico merci: allora si doveva valutare il costo dell’operazione perché non sempre la banca corrispondeva secondo il cambio ufficiale. Talvolta il dottor FLocs replicava alle mie perplessità: “Si ricordi che noi vendiamo braghe ma le banche vendono soldi”.”

Bianca Torre rinnova la frase del nonno:
“noi lavoriamo per sopravvivere ma le banche rubano per vivere”

Torniamo all’età dell’oro e ai suoi primati:
Tutta la moda italiana solcherà l’Oceano negli anni ’50 sul "Transatlantico della moda", in rotta verso New York.
I campioni della moda in America vincono il Neiman Marcus Award, Bellesfemmes può consolarsi esportando nei suoi negozi e nei grandi magazzini dell’epoca.
I campioni dello sport vincono con gli abiti di Bellesfemmes perfino alle Olimpiadi e comincia una nuova partita…

domenica 13 marzo 2011

MINERVA

La brava Minerva è di casa a Bellefemmes, preceduta dall’insediamento della sorella. Ma come comincia la sua di avventura lasciamolo raccontare a lei:

“Quando frequentavo un corso di dattilografia ero andata negli uffici della Bellesfemmes, per fare pratica, così nel ’45, giovanissima, venni assunta. Un particolare che denota un’epoca è il fatto che in ufficio dovevamo indossare un grembiule nero con il colletto bianco.”

Questo ci fa intuire che Bellesfemmes ha sempre voluto fare scuola nel settore .
Ma come ogni donna moderna arriva il dilemma: carriera o famiglia?
E per un po’ Minerva si allontana; ma una "seconde chance" le si presenta e il Dott. FLocs le propone il delicato impegno di archivista, presso la fabbrica di biancheria da lui fondata, in un momento in cui la Bellesfemmes rischiava di trasferirsi nella più industriosa Vicenza, nel ‘50.
La gestione rimarrà alla moglie di FLocs, donna molto prolifica. Nonostante i loro cinque figli siano diventati grandi, nessuno le si è avvicendato e con la morte di FLocs cessa la manifattura di biancheria intima e maglieria… gli effetti si vedono ancora oggi su alcune donne indigene che vanno spesso in giro senza.
Quindi Minerva riprenderà anche l’attività all’ufficio vendite di Bellesfemmes come ci ricorda:
“Era una vera fucina di idee: negli ultimi anni erano circa quattrocento clienti e si trattava di negozi di alta qualità.
Il lavoro era interessante ma anche sempre più impegnativo, tanto che al momento del mio definitivo licenziamento fu assunto un direttore commerciale per sostituirmi.“
Il dottor FLocs curava ogni dettaglio: era sempre alla ricerca di nuovi clienti e preparava gli incontri. E’ come se fosse stato in grado di intuire le esigenze del mercato. 
Infatti il mercato era vasto e di ogni genere: bisognava saper fare eleganza non solo nell’alta moda ma anche nello sport e questa diverrà filosofia aziendale.”
Nuove frontiere si oltrepassano, non solo geografiche ma anche nei materiali: dal rivoluzionario nylon si sperimentano fibre artificiali, che nelle sfilate spettacolo di Palazzo Grassi, a Venezia, sono legge.
Il Dott. FLocs conosce il fatto suo e il valore dei suoi collaboratori: ora non vende solo braghe ma pretende l’esclusiva e i negozi, che accettano, spediscono anche le loro etichette assieme al marchio Bellefemmes.
Ogni buon rapporto di lavoro è anche una forma di amicizia ed è la passione per la montagna che porta alla commessa dell’equipaggiamento nella spedizione del K2 nel 1954: perfino l’ultimogenita del Dott. Flocs partecipò al collaudo.
Era infatti soprannominata ciabatta perché rimaneva sempre a bocca aperta per ciarlare: così fu la prima ad essere introdotta nella “mummia”, l’innovativo sacco a pelo inventato dagli alpinisti della spedizione.
Una volta chiusa dentro all’involucro la voce stridula della stessa sembrava dolce e melliflua: in base ai decibel ridotti, si calcolava quanto la mummia era efficiente barriera conto il freddo.
Durante le prove si accorsero che era talmente noiosa da ripetere sempre le stesse cose e questo creava gravi crisi di sonno agli addetti al lavoro. Così il Dott. Flocs mandò la figlia a studiare lingue straniere all’università, per farle ripetere in lingua diversa. L’idea funzionò ma la ragazza non perse il vizio di urlare anche a lavoro finito e dovettero assumere un esorcista per domare la bisbetica.



domenica 6 marzo 2011

ULISSE

Signor Ulisse ci racconti dei suoi inizi: per caso l’impresa di suo padre aveva ricevuto l’incarico di sistemare la fabbrica nuova di Bellesfemmes in via Roma per la produzione di capi sportivi.

“Si, fu la sistemazione dell’edificio di via Roma l’occasione in cui mio padre chiese all’ingegner Holiday senior e al dottor FLocs di farmi entrare nel nuovo stabilimento.”

Eravate già esperto del mestiere…

“Dopo il mio ritorno dalla guerra, avevo maturato un’esperienza come lavorante presso un laboratorio di sartoria. Prima di andarmene ebbi in dono la forbice da sarto di quel Sant’uomo del padre di FLocs, che ancora conservo gelosamente in una piccola collezione di strumenti per cucire.”

Non è solo prerogativa delle signore gareggiare nel club Bellesfemmes, e il valente Ulisse assiste ad una competizione tra uomini: è più elegante Meneghino o Stenterello?
Provate a vestirli uguali in stile coloniale.
Vince Stenterello perché è più vicino al mare e i colori si esaltano con l’abbronzatura. Meneghino rimane in coda in autostrada.

Ulisse si fa più ambizioso e guadagna i favori delle BelleFemmes specie dai Veneziani di Milano cui non mancano le mannequin più in dell’Epoca: ammalianti come sirene!!!
Ed è così ancor oggi non solo nell’alta moda: comandano le donne.

Dalla grazia delle sirene alla forza dei veri montanari che dalle Alpi salgono sulle vette inesplorate dell’Himalaya.
Dal dilemma estetico al problema tecnico arrivano alcuni componenti per preparare tutta l’attrezzatura sulla neve. Roba da far invidia agli astronauti.
Per non morir di freddo ed ingannare le temperature è meglio portarsi dietro la “mummia”, il sacco a pelo più all’avanguardia, inventato proprio lì.
Già tempo prima che nascesse la Postcard, Ulisse ne spedisce una da New York: ha coraggiosamente oltrepassato le colonne d’Ercole e porta i capi di Bellesfemmes agli stilisti americani, .


L’irrequieto Ulisse torna e una nuova ditta lo pretende: quella fondata dal defunto Apelle, una stella delle tante nate sulla scia di Bellesfemmes. Viene così creata la galassia moda nella quale il dott. Flocs viaggiava tra i primi; la sua nave era tra le migliori, una vera Enterprise.