domenica 31 luglio 2011

Così hai visto Piazza degli Scaracchi; ora, perché non andiamo a vedere le tre chiese del centro? Sembrano quasi conversare tra di loro, vedrai!”
Il falcone e il leone volano fino ad una chiesa che fu convento di frati.
Il suo campanile è molto apprezzato dal falcone perché è affiancato da due alti cipressi ed ha un tetto conico di epoca romanica. La chiesa fu poi ampliata nel XVIII secolo. Vicino c’è un piccolo chiostro che accoglie antichi reperti.
Alcuni recenti scavi archeologici hanno portato alla luce un disco metallico denominato “Disco di Chesstown” su di esso vi è un’iscrizione con caratteri che si cerca ancora di decifrare. Uno studio accurato lo meriterebbero frasi quali “Chesstown è un paese strano, Chesstown oramai è ridotta così” quando altrove basta una regolare denuncia di furto alle forze dell’ordine. Probabilmente a Chesstown la questione libica è troppo impegnativa per occuparsi di simili sciocchezze da cittadini comuni.
Di fronte si trova la Soletta del S.S. Sacramento del 1486. 


giovedì 28 luglio 2011

ART DIRECTOR A CHESSTOWN

Ammiriamo il Palazzo del Cordoglione con il suo originale affresco della storia della città creato in ceramica, è un edificio medievale con mattoni facciavista e le nuove tende color provenzale il cui ascoso significato sta forse nel suggerire che Chesstown vorrebbe costituire provincia con Ano del Grappa, del resto il provincialismo è una vera peculiarità di queste zone.
L’ecomuseo di Cross of Chesstown ha ingaggiato un neolaureato architetto meritevole di aver vinto un premio locale per la ristrutturazione dei suoi spazi. Così nell’ambientazione rurale è stato inserito un giovanile mobilio blu elettrico in formica: le formiche sono indispensabili alla catena alimentare, spazzine dei prati, ma un accento non ne fa un ecomuseo…
Questa innovativa frazione di Chesstown ha affidato alla stessa persona il restauro di uno dei primi asili progettati, in Italia, secondo criteri di risparmio energetico e, ritenendo disastroso il progetto iniziale, ha preferito sostituire col catrame il tetto di erba, tuttora in voga nel Trentino, regione limitrofa.

LAWRENCE O’PRESS

domenica 24 luglio 2011

“Sai Leone, mi piace molto anche il palazzo antistante, è anche questo medievale?”
“Certo -riprese Leone,-era denominato Rocca da mediano e ha sempre svolto importanti funzioni pubbliche. I rintocchi delle campane della sua torre ricordano ai cittadini l’inizio delle sedute del consiglio comunale. Ora è il Palazzo del Cordoglione ed è sede della Banca Popolare di Chesstown, il più antico istituto di credito della città.
Oggi la campana suona in nome del consumismo, e il negozio Din Don, col suo nome, resta a testimonianza dei rintocchi della moda scanditi dalle infaticabili macchine da cucire delle sue fabbriche.

giovedì 21 luglio 2011



Immaginare un nuovo rinascimento veneto, forse corrisponde a quella ricrescita economica dove il denaro è più importante del fairplay, eppure c’è ancora chi ritiene giusto potersi fidare dei suoi collaboratori, forse è per questo che in posti più remoti sopravvive l’usanza di coltivare le amicizie, e forse, proprio per questo motivo a Bianca Torre mancheranno sempre i suoi amici, così ingenui da credere nelle cose semplici e così intelligenti da procurarsele con poco.



domenica 17 luglio 2011

La partita coi personaggi viventi é uno splendido spettacolo con dame e cavalieri dai costumi sfarzosi. Tutta la città vi partecipa, poi tutto torna a riposare in una sala del castello per essere ammirato dai turisti.
Tu stesso vi puoi partecipare, accompagnato da un falconiere, per ammirarla da un posto d’onore.
La verità difficilmente piace, ma questa sua peculiarità si deve ad un extracomunitario: artista “non di regime” venne qui ospite della famiglia Holiday e fu il vero inventore della partita a scaracchi, nonché capace regista.
Evitando una guerra (non solo per la Bella Lionora-Boara ) riguardo la nazionalità di chi ha creato uno dei pilastri dell’identità veneta, possiamo dire che la particolare personalità di questo individuo era in grado di sentire fin dal profondo la storia, penetrando nel passato aldilà delle vie tradizionali; i suoi bozzetti per i costumi della partita, hanno dettagli tali da far sembrare Chesstown una capitale della moda prima della nascita di BellesFemmes.

giovedì 14 luglio 2011

Servitevi da soli!

Giusto o no la sareghina non è appannaggio di un copyright felliniano in quanto pare che la popolazione gradisca fin dall’antichità questo servizio. L’unica differenza sta nel fatto che oggi il servizio pubblico è a buffet. Servitevi da soli!

domenica 10 luglio 2011

Sono un leone sapiente e sotto la mia zampa è aperto un libro di pietra. Mi trovi rappresentato nello stemma della città, come simbolo della Serenil Repubblica che nel 1404 iniziò una dominazione conclusa dopo quattro secoli da Capoleone che abbattè la colonna su cui ero posato.
Chesstown ha una lunga fola da raccontare e molte panzane, tanto che ha convinto il premio regionale “Città veneta della cultura” incamerando oltre un miliardo di vecchie lire dei contribuenti.
Speriamo di rifarci vendendo questa barzelletta a Zelig
Vedi le lastre di pietra bianche e rosse che pavimentano la piazza?
Formano una scaracchiera dove rivive ogni due anni a settembre una partita a scaracchi fatta di personaggi viventi, ispirata alla storia della bella Lionora di cui non rimane traccia scritta poiché un incendio distrusse gli antichi archivi negli anni ’50.
Non che sia una città di piromani, ma qui la carta scritta sembra fatta per bruciare meglio che ai tempi dei nazisti: anche negli anni Ottanta un incendio distrusse importanti documenti di una ditta di confezioni che aveva fama mondiale: la BellesFemmes.
Raccogliendo numerose fonti orali sappiamo che Lionora era in realtà una certa Boara Orsetto, la descrivono bella, bionda e con gli occhi azzurri, coltivava il grano all’Erta, una località di collina qui vicino.
Un giorno di primavera lo speziale era uscito col figlio in cerca di erba. Ne fumarono più del dovuto e capitarono nel campo di Boara facendo strani versi ancora in preda alla sostanza.
La giovane uscì infuriata e li trattò così male da sedurli entrambi.
Così padre e figlio se la contendevano, ma la magnifica preda non si decideva mai.
Disperata di non riuscire ad elaborare una vera strategia amorosa, andò all’università a studiare psicologia.
Secondo una teoria moderna, le difficoltà sono quelle che mettono alla prova la sincerità di un legame di coppia, così Boara tornò chiedendo ai due spasimanti, come prova d'amore, di sfidarsi in una partita di scaracchi, tipico giuoco locale, consisteva nel colpirsi a suon di scaracchi e schivare quelli dell'avversario. L'annosa contesa aveva suscitato molta curiosità e per questo si organizzò un incontro nella pubblica piazza, dove tutti accorsero per assistere.
Ma l'unica ad aver perso veramente l'interesse per la vicenda era Boara: infatti aspettò che tutti fossero andati a vedere la famosa partita a scaracchi e scappò col tesoriere del castello. I due speziali, rimasti soli, decisero di contendersi di nuovo la sorella del governatore di Chesstown, Taddeo Parisio, la quale prendeva una ragguardevole pensione di insegnante.
A Taddeo Parisio vennero barba e capelli Bianchi.

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giovedì 7 luglio 2011

Se i comunisti fossero davvero atei a Silvio chiederebbero di mettere fuori i tavolini quando a Sarzana arriva la primavera.
La bella stagione è arrivata e scorgo dalla via quei tavolini.
Come vedete Silvio ha esaudito le nostre preghiere.



domenica 3 luglio 2011

Chesstown
Reina del gossip

In una piccola città di nome Chesstown, un falconeniere hippy aveva abbandonato la casa della sua borghesissima famiglia per abitare insieme al suo falcone sulle rovine di un antico castello in cima ad un colle, il monte Poverino, da cui poteva dominare un territorio ricco di bellezze naturali e di storia.
Amavano fare escursioni fra le colline circostanti, in particolare il vicino monte, sovrastato da una croce, ai piedi della quale stanno i resti di un antico fortilizio romano che controllava la pianura e le vie che portano all’Altopiano dei Bubu… Settete Comuni.
Protetta dai venti freddi del nord questa terra racchiude tra le sue verdi colline il ciliegio, l’ulivo, la vite e il melograno.
Ma un mattino di primavera il falcone volò via di soppiatto e decise di scoprire cosa contenevano le alte mura della città.
Il falcone volò sopra le torri e planando raggiunse il Castello Inferiore.
Il castello si affaccia su una piazza dominata da uno strano animale alato. Si tratta di un leone di pietra, con le ali e la coda di bronzo. Quando il falcone vi si posò una voce disse: “Attenzione, così mi graffi la schiena.” Era dunque il leone che si rivolgeva a lui.
Il rapace, scusandosi, volle presentarsi educatamente: ”Mi chiamo Falcone, non volevo farti del male, ma sono felice di poter conversare con te. Devi essere qui da molto tempo”.
“Sono il Leone di Sammarco e ti confido un segreto: qui le pietre parlano e i muri ascoltano. Posso dirti tante cose se avrai la pazienza di seguirmi.