giovedì 1 marzo 2012

BANCARELLA

Nella provincia de’ Ficienza ma non dell’Efficacia la città di Schito è ormai famosa in virtù del sant'uomo Bortolo che ivi non fu beato e per meglio vivere si trasferì nella città Fiorente, in una prestigiosa biblioteca antica.
Dopo questa esperienza credette possibile accrescere anche la sua città natale di una biblioteca che dopo la sua morte venne  a lui dedicata.
Oggi vi sono più di centomila libri ma, come spesso accade la quantità non è sintomo di qualità, per questo il personale opportunamente qualificato deve fare una attenta selezione al momento del macero. E una volta tanto il nuovo avanza a scapito del vecchio, anzi del defunto docente universitario che lasciò in legato una collezione di libri spettacolare per i nostri buffoni, ai quali non manca nemmeno il civico teatro per esibirsi.
Una bella mostra la fanno le opere d’arte appartenutegli e l’architetto figo che arreda l’innovativa sezione multimediale dove già Chicco e Spillo fanno man bassa in breve tempo.
Il segreto del successo non sarebbe tale se la meritocrazia potesse riposare sugli allori e sui laureati che subiscono il nonnismo dei dipendenti, i quali hanno vinto il concorso a tempo indeterminato e non quello per titoli.
Oggi il saper fare non ha scuola, né libri, né biblioteche e alle nuove generazioni resta solo di imparare sbagliando: fra le mura di antiche prigioni già un eccidio si è consumato e le domande vengono evase più per censura che per ignoranza.
Dove è stato il sangue è giusto portare un sorriso beato di bambino ma perché la felicità possa esser solo inconsapevolezza non rende giustizia a una fine atroce.

L.O.

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