Bianca Torre ritornò sui suoi passi, tornò a camminare sul mare per la prima volta nella primavera di quell’anno.
Bagnò i suoi piedi e fu come un battesimo, uno splendido tramonto e il su e giù delle onde, il loro andare e venire lento e una falce di luna splendente.
Trasse un grande sospiro, i suoi polmoni si riaprirono un poco alla volta e si riempirono d’ossigeno e di forza.
Era finalmente tornata in quel suo mare forse più sporco di prima, forse più contaminato e più simile all’Adriatico, ma quello era il suo Tirreno e lei lo amava troppo per abbandonarlo.
Uno sguardo sulle montagne che si addormentavano e Bianca Torre fu ebbra di quello splendido mai noioso paesaggio tosco-ligure, si sentì a casa, si sentì felice e sentì che il mare e l’acqua salata aveva lavato via il dolore e il suo cuore stava lasciando posto alla gioia.
Bianca Torre non aveva più voglia di piangere da quella sera.