giovedì 29 marzo 2012




Massa, l’unica città che conosco ad avere piazza de’ culi. Forse ho viaggiato poco ma credo che questa fontana è la sola al mondo.
Opera più scandalosa che d’avanguardia e forse una fama più da baraccone che da salotto, di tanti orrori dell’Italia d’oggi, fra oscenità e casermoni deturpanti il bel paesaggio, io stessa ci rido su e vi dico, per quel che vale: “Però, che bei culi!”

L.O.

:3

domenica 25 marzo 2012







 Bianca Torre annusò l’aria, cominciò ad ascoltare il vento e si guardò intorno come un cane da caccia e cercò di sentire, sentire se sarebbe piovuto.

mercoledì 21 marzo 2012


Bianca Torre ritornò sui suoi passi, tornò a camminare sul mare per la prima volta nella primavera di quell’anno.
Bagnò i suoi piedi e fu come un battesimo, uno splendido tramonto e il su e giù delle onde, il loro andare e venire lento e una falce di luna splendente.
Trasse un grande sospiro, i suoi polmoni si riaprirono un poco alla volta e si riempirono d’ossigeno e di forza.
Era finalmente tornata in quel suo mare forse più sporco di prima, forse più contaminato e più simile all’Adriatico, ma quello era il suo Tirreno e lei lo amava troppo per abbandonarlo.
Uno sguardo sulle montagne che si addormentavano e Bianca Torre fu ebbra di quello splendido mai noioso paesaggio tosco-ligure, si sentì a casa, si sentì felice e sentì che il mare e l’acqua salata aveva lavato via il dolore e il suo cuore stava lasciando posto alla gioia.
Bianca Torre non aveva più voglia di piangere da quella sera.

domenica 18 marzo 2012

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Una musica jazz, suonata da una sax ogni sera, al tramonto, allietava i passanti d’estate. Alla fine della melodia il suonatore si gettava nel bel mezzo uno smeraldo frantumadolo in mille pezzi: una pietra fragilissima, era il mare delle Cinque Terre se un uomo vi si infrange.
E Bianca Torre lo vide e pensò di possedere una pietra preziosa che valeva più di mille brillanti, in ogni estate che si tuffava in quel mare di smeraldo.

giovedì 15 marzo 2012




Bianca Torre Bianca Torre
Dove corre? Dove corre?
Nella foga ha perduto
Un cappello di velluto
distratta perde intanto
prima l’un e l’altro guanto
giacca e borsa molto belle
rifinite in vera pelle
ha perduto il portafoglio
delle sue poesie un foglio
tal disgrazia è peggiore
perché scrive con colore.
Faccia presto Torre Bianca
la ragazza è troppo stanca
si cerchi un caldo asilo
sulle rive del suo Nilo
fiume verde di montagna
coi suoi sassi fa lavagna
per le storie che lei scrive
ispirate dalle dive


domenica 11 marzo 2012




Ci stanno sulle palle
dell’eolico le pale
fanno troppo male
fanno pure malle

giovedì 8 marzo 2012


Bianca Torre fissava la luna, come spesso faceva nelle sue notti sulle colline, e vedeva il volto della dea straziato di pianto , e penso che dal menarca al parto le donne sempre hanno sofferto nella storia e sempre la divinità femminile ha mostrato all'umanità quel volto sofferente. Da quel momento iniziò per lei la comprensione che, fino al giorno in cui non ci sarà completa uguaglianza tra uomini e donne, i tre crateri del satellite illuminato mostreranno il dolore che ogni creatura femminile porta con se.

domenica 4 marzo 2012

ratto d'Europa, quello vero!!!

I miti greci raccontati ai bambini da Nathaniel Hawtorne, una traduzione italiana di un autore sconosciuto ma con deliziosi disegni in bianco e nero di Carlo Chiostri … Scomparso! Bianca Torre cercò quel prezioso libro tra i meandri della biblioteca inutilmente: era accuratamente scomparso anche dall’inventario del macero da cui aveva tentato di salvarlo.







giovedì 1 marzo 2012

BANCARELLA

Nella provincia de’ Ficienza ma non dell’Efficacia la città di Schito è ormai famosa in virtù del sant'uomo Bortolo che ivi non fu beato e per meglio vivere si trasferì nella città Fiorente, in una prestigiosa biblioteca antica.
Dopo questa esperienza credette possibile accrescere anche la sua città natale di una biblioteca che dopo la sua morte venne  a lui dedicata.
Oggi vi sono più di centomila libri ma, come spesso accade la quantità non è sintomo di qualità, per questo il personale opportunamente qualificato deve fare una attenta selezione al momento del macero. E una volta tanto il nuovo avanza a scapito del vecchio, anzi del defunto docente universitario che lasciò in legato una collezione di libri spettacolare per i nostri buffoni, ai quali non manca nemmeno il civico teatro per esibirsi.
Una bella mostra la fanno le opere d’arte appartenutegli e l’architetto figo che arreda l’innovativa sezione multimediale dove già Chicco e Spillo fanno man bassa in breve tempo.
Il segreto del successo non sarebbe tale se la meritocrazia potesse riposare sugli allori e sui laureati che subiscono il nonnismo dei dipendenti, i quali hanno vinto il concorso a tempo indeterminato e non quello per titoli.
Oggi il saper fare non ha scuola, né libri, né biblioteche e alle nuove generazioni resta solo di imparare sbagliando: fra le mura di antiche prigioni già un eccidio si è consumato e le domande vengono evase più per censura che per ignoranza.
Dove è stato il sangue è giusto portare un sorriso beato di bambino ma perché la felicità possa esser solo inconsapevolezza non rende giustizia a una fine atroce.

L.O.