lunedì 30 aprile 2012
giovedì 26 aprile 2012
Il nido d'ape e il coccodrillo
Bianca Torre capì che tutto quello che aveva non valeva più niente e niente le restava se non forse la sua bella casa sull’Appennino che lei e suo padre avevano tanto amato.
Voleva comprare un vestito nuovo, che poteva essere semplice ma elegante al tempo stesso, niente di particolare, qualcosa di buono per tutte le occasioni, un classico che non tramonta mai.
Era sempre senza lavoro e gli unici soldi per mangiare potevano arrivare affittando la sua casa, il posto dove aveva vissuto felice e aveva sognato di tornare.
Bianca si dovette rassegnare a ciò e imballò ogni sua cosa per tenerla il più vuota possibile in caso di emergenza, compresi quei cimeli degli anni ’50 e ’60 che erano il suo guardaroba e che la facevano sentire figlia del decaduto impero BellesFemmes.
Voleva comprare un vestito nuovo, che poteva essere semplice ma elegante al tempo stesso, niente di particolare, qualcosa di buono per tutte le occasioni, un classico che non tramonta mai.
Entrò in un negozio, era piena estate, guardò vestiti neri di vari modelli: un tessuto con finissimo nido d’ape le sembrò adatto, il colletto nero e l’orlo tre dita sotto il ginocchio. Sul lato destro del petto un piccolo coccodrillo verde intenso: una riedizione del modello classico per i cinquant’anni dell’azienda, un orgoglio tutto suo visto che per la prima volta usciva dalla storia della sua famiglia.
mercoledì 25 aprile 2012
Bianca cominciava a distinguere le immagini ed i colori, e vedeva verdi distese di boschi tendere le cime verso cieli cerulei, una casa elegante in cui entrava il sole estivo e una grande terrazza col pavimento rosso, tutta per lei: in mezzo tanti birilli colorati. Allungò la mano ma erano lontani, tese tutto il suo corpo e avanzò col piedino, poi con l'altro e fece il primo passo cominciando a camminare, accelerò, poté toccare finalmente il blu, il giallo, il verde ed il rosso e fu strike!
Il cammino della vita era appena cominciato e la aspettava un lungo viaggio in una vita sempre in movimento.
lunedì 23 aprile 2012
giovedì 19 aprile 2012
domenica 15 aprile 2012
Con in mano la guida della Versilia introdotta da Mario Tobino, Bianca Torre ascoltava un ritornello proveniente dal chiosco sulla spiaggia che faceva “sex’n drugs and rock’n roll.
Alzò la testa e rimase accecata dalla luce riflessa del mare:lo sciabordio delle onde (raggiungeva ) seduceva il suo orecchio, un suono lontano quasi impercettibile scandiva il suo meritato riposo lentamente Bianca Torre acquisì l’idea che l’onda sarebbe ritornata, a cercare la sua percezione uditiva con un leggerissimo sciaf! E certo non disturbava quel suo sonno agognato e come aveva acquisito l’inesorabile certezza che lo sciaf sarebbe tornato così Bianca Torre aveva acquisito l’inesorabile certezza che si sarebbe innamorata di nuovo e che a sua volta sarebbe stata amata.
giovedì 12 aprile 2012
Si andava lentamente e intanto di fronte a lei sfilavano quelle deliziose palmette stile Beverly Hills che le piacevano tanto “Si, ma con una fresca brezza marina, magari, e non con questi stronzi di motociclisti,-pensava- forse di Milano, che clacsonano perché non vedono i grattacieli e pensano di essere in campagna”.
domenica 8 aprile 2012
Bianca Torre aveva atteso la fine del pesce d'aprile e di carnevale per incontrare i giullari chesstowncensi e conoscere i nuovi programmi per il suo libro.
il Polligrifo aveva la crisi del settimo anno e la covata ritardava, invece di chiamare uno psicoterapeuta di coppia, il Re Nero e La Fontaine, ingaggiarono un avvocato per inviare una diffida, minacciando di chiedere i danni senza nemmeno consultare Bianca Torre.
Bianca pensò che il danno era già in atto da tempo e che, se gli avvocati non sanno occuparsi nemmeno della tutela della sua proprietà privata, figuriamoci di quella intellettuale.
Bianca vorrebbe tanto conoscere la bellezza del silenzio!
il Polligrifo aveva la crisi del settimo anno e la covata ritardava, invece di chiamare uno psicoterapeuta di coppia, il Re Nero e La Fontaine, ingaggiarono un avvocato per inviare una diffida, minacciando di chiedere i danni senza nemmeno consultare Bianca Torre.
Bianca pensò che il danno era già in atto da tempo e che, se gli avvocati non sanno occuparsi nemmeno della tutela della sua proprietà privata, figuriamoci di quella intellettuale.
Bianca vorrebbe tanto conoscere la bellezza del silenzio!
UN MOMENTO,
NON E' ANCORA COTTO!
venerdì 6 aprile 2012
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