domenica 5 dicembre 2010

LA DIPARTITA DELLE ILLUSIONI

Nel giorno del convegno hanno mancato di intervenire persone molto vicine alla Bellesfemmes: la loro assenza è stata una saggia dimostrazione di buon gusto, cosa di cui avrebbe bisogno una città che non è più sede dell’azienda per vari motivi.
La storia rimane un ricordo lontano a Chesstown, eppure ostenta un’apparente ricchezza, retaggio proprio di ciò che il dott. Flocs aveva contribuito a creare.
Tuttavia c’era uno spiraglio con la pubblicazione degli atti, era in progetto un libro con molte foto, per il quale erano stati preventivati trentamila euro, una cifra considerata imponente, nonostante il rifiuto di poter intervenire il giorno del convegno e la fatica impiegata per realizzarlo.
Bianca si trovava senza lavoro e senza risorse, in un paese estraneo, lontana dagli amici e ha dovuto accettare tali umiliazioni credendo fosse giusto ricordare il nonno, sentendosi rinfacciare che rimaneva pur sempre degno di metterlo a curriculum.
Quello visto e subito è disgustoso ma in fondo, se ognuno ha l’assessore alla cultura che si merita, si cambia residenza per non meritare ulteriore mancanza di rispetto.
Non serve Madre Teresa di Calcutta per continuare a credere che l’intima bontà dell’uomo può ancora esistere (altrove) e capire che le teorie sul razzismo preferiscono gli Ebrei e gli Zingari piuttosto che i campioni di prepotenza.
Non si sa come il Comune abbia speso i famosi trentamila euro, forse dice che sono ancora lì ad aspettare che qualche altro incompetente si prenda la libertà di ignorare se qualcuno ha fatto degli studi, pagato le tasse e magari cercato un lavoro adatto alle proprie capacità, anziché in base ad intime relazioni politiche.
Non si sa nulla di eventuali pubblicazioni e l’attesa di un ringraziamento mancato in occasione del convegno mette in luce sempre più una comunità che non riconosce i meriti, non paga i professionisti e approfitta del volontariato per scopi personali.
I creditori come Bianca Torre possono riciclare slogan assai popolari quali: “paga polenton!” o, per chi preferisce la Commedia dell'Arte agli spettacoli di danza: “Paga Pantalon!”.
Chesstown ha avuto la fortuna di offrire più di quattrocento posti di lavoro. contribuendo al benessere dei suoi abitanti quando, nello stesso periodo, altre realtà italiane vedevano famiglie divise dall’emigrazione.
Oggi gli italiani del mondo ridanno dignità ad un paese che obbliga i giovani a restare solo perché, l’esigua pensione di un’insegnante vedova, come la mamma di Bianca, non basta ad aiutarla a vivere fuori casa con uno stipendio minimo.
Dei sacrifici fatti da Bianca Torre per mettere da parte dei soldi, rimane la scorrettezza delle Banche e delle Poste di Chesstown.
Sicuramente gli odierni manager non sono più interessati a giovani che hanno una mentalità imprenditoriale.
Se tutto ciò non è perseguibile dalla legge, Chesstown è una città dall’etica non convenzionale e potrebbe vincere un premio per questo.
Bianca si è vista costretta a vivere in questa città da circostanze indipendenti da lei, non si è scoraggiata ed ha tentato di fare qualcosa che le offrisse un legame col territorio. Probabilmente a qualcuno ha dato fastidio riportare alla luce persone più umili ma più grandi.
Siamo nel 2010 e anche se ha rinunciato alla gioia di essere residente in via dott. Flocs, molti degli intervistati si chiedono che fine ha fatto il prezioso tempo dedicatole e la ricchezza di un’esperienza lavorativa ormai passato glorioso.

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