domenica 28 novembre 2010

LA CULTURA DELL'IGNORANZA

UNA MARONATA TIRA L’ALTRA



Magari non aver speso tempo e soldi ad istruirsi.
Tornata a casa, la madre consola Bianca pensando che ha usufruito dei soldi dello stato, in quanto orfana di padre, ma il tempo rimane perso, visto che Bianca, era stata la prima di tutti i suoi coetanei a laurearsi con impegno e sacrificio.
Interviene anche la zia di Bianca, si fa il segno della croce e poi formula una frase che esprime tutta la sua bontà cristiana: “Vivere in una città male amministrata è meno tragico dell’essere un bambino del Biafra”
Nulla da eccepire su ciò, ma questo non aiuta a inserirsi in una società, soprattutto con le difficoltà che si presentano ai giovani in cerca di lavoro.
Così  anni fa si fece un convegno e fino ad ora sono solo riusciti a imporre il silenzio alla povera ragazza: non ha potuto esporre il lavoro svolto, con tanti cittadini testimoni di una azienda che non esiste più, propinandole la speranza di poter cercare lavoro senza fare polemiche, senza contare che si era accollata l’acquisto di una casa che pensava di poter abitare con una via intestata al nonno. Ora si vergogna di portare perfino il suo cognome, dato che l’ultima buona azione post mortem dell’illustre antenato, è stata quella di fare da candeggina ai panni sporchi dei signorotti locali.
Con la totale rinuncia a migliorare la situazione di precariato non solo lavorativa, questa triste storia ci esonera tutti dal far spendere altri soldi al comune in inutili vanità, visto che i cittadini stessi ne sono i contribuenti.
Come se non bastasse anche il vicinato si è dimostrato ostile: l’idea di cambiare nome alla via trovò opposizione in una raccolta di firme, forse credendo che una persona che porta lavoro e ricchezza sia poca cosa. C’è una parte di ragione considerato che la povertà di certi paesi sembra rendere le persone più disponibili verso gli altri. Solo cambiando città per Bianca sono esistite importanti amicizie.
Ci sono città dove i fanti sono una compagnia di gran lunga migliore di Re e Regine, e dove la grappa non lascia l’amaro in bocca.
Ci sono città dove la cozza si pesca per condire luculliani spaghetti e non per nominarla a rappresentanza dell’inversione di tendenza di una città.
Se questo nonno ha amato così la sua patria, credo fermamente vorrebbe una via in meno a suo nome e maggior rispetto per tutti gli esseri viventi.
Con quello non si diventa amici dei potenti, ma si parla al cuore della gente.

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