domenica 27 novembre 2011

Bianca Torre non si scoraggia, tenta nuove proposte e trova lavoro in altre città.
Pagava anche le tasse per la sua quota di casa, ritenendo giustamente di avere a disposizione una cifra impegnativa, tanto che aveva accettato la proposta della cognata con la borsa che contiene i coglioni del marito: far testamento a favore della madre.
In realtà le tasse potevano essere evitate soprattutto nelle mani di un sindaco in preda ad una libidine grottesca, in quanto non era possibile riscattare la quota senza una lunga causa oppure augurando a sua madre una morte repentina o viceversa… Quest’ultima eventualità era tutta a vantaggio della famiglia materna.
Forse la Famiglia Torre con il suo orgoglio nobiliare interverrebbe in aiuto e Bianca sa che da sola non ce la farà mai.
Suo padre aveva un cugino in Emilia, erano quasi coetanei e nell’infanzia uniti come fratelli. Bianca lo vedeva una volta all’anno.
Da donna adulta è il momento di rivendicare i propri diritti e cerca l’intervento di chi si faceva chiamare affettuosamente zio perchè le venga riconosciuto ciò che è suo.
Dopo i tanto decantati fasti resta una sola cosa da fare: il fraterno cugino ha una figlia che laureandosi nel doppio del tempo ha trascorso gli ultimi due anni in Spagna a spese dei genitori e non basta: la sua unica attività fu quella di farsi inseminare naturalmente dal compagno che aveva inseguito fin laggiù e meglio impegnato a fare un costoso tirocinio.
Il fraterno cugino osa contestare a Bianca  l’uso che vuol fare dei suoi soldi (magari comprare casa nella città in cui ha trovato un lavoro?) ma Bianca gli ha già fatto notare quale nuovo titolo ha comprato la figlia lasciandolo senza ulteriori parole…
Perché in famiglia di nobiltà ne è rimasta ben poca e la pura Bianca rimane sola senza l’aiuto del “fraterno cugino” a sostenere degli ideali cresciuti da menzogne.
Secoli di legge salica sono obliati dalla lex lattaia: non lavoro, soltanto elemosina. Meglio chi munge i genitori di chi onora il padre e la madre.
Fra cento laghi nasce un torrente che nelle afose estati sulla Pianura Padana secca .
La città che attraversa gli dà il nome : Parma, ampi argini lo tengono e monumentali ponti sono costruiti lungo il suo corso .
Qui Bianca Torre ricorda suo padre con nostalgia, pensando che se mai conoscerà  veramente sua madre, poco ancora sa dell’autoritario genitore che credeva nell’onore della famiglia. Nel cimitero della Villetta una novecentesca tomba, bella ma spoglia, ospita entrambi: l’uomo e l’onore di una decadente famiglia nobile.


giovedì 24 novembre 2011

Citando Oliviero Beha


In Italia la regolamentazione degli asili è dura, ma gli asili senza regolamentazione delle nascite si fondano con grande semplicità e per questo è già pronto uno slogan per fare accorrere le mamme che vogliono figlie veline. Crescete e prostituitevi! 

 


domenica 20 novembre 2011

Storia di Cassandra, profetessa inascoltata anche quando al liceo Ronzini’Ano c’era il professore pederasta.




Dai tempi di Cassandra, il liceo Ronzini’Ano non brillava per buona condotta. Parlo dei docenti che giudicano i ragazzi senza che nessuno giudichi loro.
Cassandra era una giovane ribelle di vedute così libere da essere un’attivista anarchica; ma noi non la biasimeremo per questo, in fondo sa essere un’amica gentile che talvolta risponde a tono, come lamentano gli indigeni veneti mai avvezzi a sopportare il peso di una risposta colta.
Il nome le ha lasciato in eredità lo stesso destino di colei che parlò ispirata dagli antichi dei, ma non venne creduta: e quando un docente parla la lingua di Alain Delon allo scopo di sedurre le sue allieve, tra queste malcapitate c’è Cassandra, semplicemente colpevole di avere occhi come ciliegie e capelli corvini.
La colpa non solo porta ad una nota sul registro ma viene accettata dai genitori che rifiutano di credere alla sua difesa.
Una ingiusta punizione e una allieva assai brava in lingua francese permettono al liceo Ronzini’Ano di credersi una scuola ancora prestigiosa dopo molti anni.
Solo una nuova vittima getterà i sospetti su Alain Delon, restituendo la ragione anche a chi era stata condannata dal regime, più per le sue idee vagamente Troskiste che per una serie di fatti che andavano attentamente verificati.
Così abbiamo visto cosa succede quando i docenti si occupano di bullismo a scuola, ma come parte attiva.
Forse a ragione gli imprenditori scartano i laureati preferendo esperienze lavorative senza titoli come ai tempi del boom, che ci ha dato una generazione che ha studiato poco, lavorato molto e guadagnato troppo.
Dopo tutto questo le tasse sono aumentate e si dà la colpa a Roma ladrona, ma meglio essere figli della lupa che di un leghista allupato che conosce il parmigiano ma non il Parmigianino

L.O. 






domenica 6 novembre 2011

Oltre la Pianura Padana, fra le valli dell'Appennino spuntano piccoli edifici e borghi di pietra grigia circondati da fitte foreste. È una terra di tesori che non sono sigillati in una banca ma nascosti perchè ignoti e forse incompresi da sguardi superficiali. Tra le sue ricchezze vi è un bene di cui si parla molto oggi: l'acqua.
Fiumi e rivoli innumerevoli popolano questi luoghi prima di raccogliersi nel Magra e giungere al mare.
Chi è nato sul fiume sa, che non va semplicemente goduto in una torrida giornata d'agosto, ma va conosciuto a fondo: il fiume respira, si circonda di alberi, fiori, sassi e vive con essi. Si alimenta di terra che accoglie il suo alveo e cielo che lo nutre di pioggia, e cresce.
Si, cresce e diventa grande e gigantesco, tanto da poter straripare e, quando ciò accade, la sua piena invade tutto il territorio circostante. La sua potente mole travolge cose e persone perchè il fiume non perdona e non vuole che lo si sottovaluti, nemmeno se ti tuffi da un sasso molto alto ma soprattutto, vuole rispetto.
Non lasciare rifiuti in giro ma fai un sacchetto per l'immondizia, se accendi un fuoco spegnilo quando non ti serve più, se fai una diga di sassi, lascia lasco per la corrente, perchè l'acqua che scorre è più pulita.
Se ami il fiume lui ama te e mio padre ha voluto insegnarmelo, nella speranza che la gioia degli anni del fiume mi potesse contagiare, e così è stato.
Poi ho dovuto lasciare il fiume e gli ho promesso “Tornerò”.
Sono tornata ma ero arrabbiata perchè niente al mondo ha saputo essere come il mio fiume: fuori c'era il progresso, il lavoro, i soldi, ma mancava la sua etica.
Nell'animo un liquido inquinato e la purezza infantile indifesa dagli sciacalli metropolitani, eppure l'acqua non mancava ma il suo sapore era arido perchè nessuno l'amava.
Chi ha scommesso sull'impunità dei propri misfatti, vinceva sulla natura e approfittava di un politico corrotto per compiere un abuso edilizio, si discuteva per costruire nuove dighe, per produrre più energia portata in città dove l'uomo soddisfa robot capricciosi.
E poi il consumismo, i suoi sprechi ed i suoi pericolosi rifiuti.
Il fiume ha chiesto dov'erano i bambini felici che giocavano con lui. I bambini sono adulti spaventati e rimasti orfani di tutto quello che avevano costruito, la felicità non è ancora stata trovata.
Era rimasta là, col fiume che non vedendoci ha detto:”Io sono qui. Voi, dove siete?”
Il fiume ci ha trovati.

LAWRENCE O'PRESS

giovedì 3 novembre 2011


Bianca Torre era preoccupata per la sua fonte, una frana in quelle zone poteva spazzarla via ed in quei giorni dicevano piovesse molto...
Sarebbe stata una vera tragedia infatti quell'acqua era miracolosa e guaritrice di tutti i malanni dello spirito e del corpo, perfino quando hai male da quelle parti che non si riesce a spiegare a meno che tu non le definisca esplicitamente "Quella cosa che se la mostri a Silvio ti compri una lussuosa auto nuova..."