Bianca Torre non si scoraggia, tenta nuove proposte e trova lavoro in altre città.
Pagava anche le tasse per la sua quota di casa, ritenendo giustamente di avere a disposizione una cifra impegnativa, tanto che aveva accettato la proposta della cognata con la borsa che contiene i coglioni del marito: far testamento a favore della madre.
In realtà le tasse potevano essere evitate soprattutto nelle mani di un sindaco in preda ad una libidine grottesca, in quanto non era possibile riscattare la quota senza una lunga causa oppure augurando a sua madre una morte repentina o viceversa… Quest’ultima eventualità era tutta a vantaggio della famiglia materna.
Forse la Famiglia Torre con il suo orgoglio nobiliare interverrebbe in aiuto e Bianca sa che da sola non ce la farà mai.
Suo padre aveva un cugino in Emilia, erano quasi coetanei e nell’infanzia uniti come fratelli. Bianca lo vedeva una volta all’anno.
Da donna adulta è il momento di rivendicare i propri diritti e cerca l’intervento di chi si faceva chiamare affettuosamente zio perchè le venga riconosciuto ciò che è suo.
Dopo i tanto decantati fasti resta una sola cosa da fare: il fraterno cugino ha una figlia che laureandosi nel doppio del tempo ha trascorso gli ultimi due anni in Spagna a spese dei genitori e non basta: la sua unica attività fu quella di farsi inseminare naturalmente dal compagno che aveva inseguito fin laggiù e meglio impegnato a fare un costoso tirocinio.
Il fraterno cugino osa contestare a Bianca l’uso che vuol fare dei suoi soldi (magari comprare casa nella città in cui ha trovato un lavoro?) ma Bianca gli ha già fatto notare quale nuovo titolo ha comprato la figlia lasciandolo senza ulteriori parole…
Perché in famiglia di nobiltà ne è rimasta ben poca e la pura Bianca rimane sola senza l’aiuto del “fraterno cugino” a sostenere degli ideali cresciuti da menzogne.
Secoli di legge salica sono obliati dalla lex lattaia: non lavoro, soltanto elemosina. Meglio chi munge i genitori di chi onora il padre e la madre.
Fra cento laghi nasce un torrente che nelle afose estati sulla Pianura Padana secca .
La città che attraversa gli dà il nome : Parma, ampi argini lo tengono e monumentali ponti sono costruiti lungo il suo corso .
Qui Bianca Torre ricorda suo padre con nostalgia, pensando che se mai conoscerà veramente sua madre, poco ancora sa dell’autoritario genitore che credeva nell’onore della famiglia. Nel cimitero della Villetta una novecentesca tomba, bella ma spoglia, ospita entrambi: l’uomo e l’onore di una decadente famiglia nobile.




