Dai tempi di Cassandra, il liceo Ronzini’Ano non brillava per buona condotta. Parlo dei docenti che giudicano i ragazzi senza che nessuno giudichi loro.
Cassandra era una giovane ribelle di vedute così libere da essere un’attivista anarchica; ma noi non la biasimeremo per questo, in fondo sa essere un’amica gentile che talvolta risponde a tono, come lamentano gli indigeni veneti mai avvezzi a sopportare il peso di una risposta colta.
Il nome le ha lasciato in eredità lo stesso destino di colei che parlò ispirata dagli antichi dei, ma non venne creduta: e quando un docente parla la lingua di Alain Delon allo scopo di sedurre le sue allieve, tra queste malcapitate c’è Cassandra, semplicemente colpevole di avere occhi come ciliegie e capelli corvini.
La colpa non solo porta ad una nota sul registro ma viene accettata dai genitori che rifiutano di credere alla sua difesa.
Una ingiusta punizione e una allieva assai brava in lingua francese permettono al liceo Ronzini’Ano di credersi una scuola ancora prestigiosa dopo molti anni.
Solo una nuova vittima getterà i sospetti su Alain Delon, restituendo la ragione anche a chi era stata condannata dal regime, più per le sue idee vagamente Troskiste che per una serie di fatti che andavano attentamente verificati.
Così abbiamo visto cosa succede quando i docenti si occupano di bullismo a scuola, ma come parte attiva.
Forse a ragione gli imprenditori scartano i laureati preferendo esperienze lavorative senza titoli come ai tempi del boom, che ci ha dato una generazione che ha studiato poco, lavorato molto e guadagnato troppo.
Dopo tutto questo le tasse sono aumentate e si dà la colpa a Roma ladrona, ma meglio essere figli della lupa che di un leghista allupato che conosce il parmigiano ma non il Parmigianino

Nessun commento:
Posta un commento