domenica 20 novembre 2011

Storia di Cassandra, profetessa inascoltata anche quando al liceo Ronzini’Ano c’era il professore pederasta.




Dai tempi di Cassandra, il liceo Ronzini’Ano non brillava per buona condotta. Parlo dei docenti che giudicano i ragazzi senza che nessuno giudichi loro.
Cassandra era una giovane ribelle di vedute così libere da essere un’attivista anarchica; ma noi non la biasimeremo per questo, in fondo sa essere un’amica gentile che talvolta risponde a tono, come lamentano gli indigeni veneti mai avvezzi a sopportare il peso di una risposta colta.
Il nome le ha lasciato in eredità lo stesso destino di colei che parlò ispirata dagli antichi dei, ma non venne creduta: e quando un docente parla la lingua di Alain Delon allo scopo di sedurre le sue allieve, tra queste malcapitate c’è Cassandra, semplicemente colpevole di avere occhi come ciliegie e capelli corvini.
La colpa non solo porta ad una nota sul registro ma viene accettata dai genitori che rifiutano di credere alla sua difesa.
Una ingiusta punizione e una allieva assai brava in lingua francese permettono al liceo Ronzini’Ano di credersi una scuola ancora prestigiosa dopo molti anni.
Solo una nuova vittima getterà i sospetti su Alain Delon, restituendo la ragione anche a chi era stata condannata dal regime, più per le sue idee vagamente Troskiste che per una serie di fatti che andavano attentamente verificati.
Così abbiamo visto cosa succede quando i docenti si occupano di bullismo a scuola, ma come parte attiva.
Forse a ragione gli imprenditori scartano i laureati preferendo esperienze lavorative senza titoli come ai tempi del boom, che ci ha dato una generazione che ha studiato poco, lavorato molto e guadagnato troppo.
Dopo tutto questo le tasse sono aumentate e si dà la colpa a Roma ladrona, ma meglio essere figli della lupa che di un leghista allupato che conosce il parmigiano ma non il Parmigianino

L.O. 






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