L’orario delle visite riempiva le stanze dell’ospedale di amici e parenti che affollavano i capezzali dei malati, c’era chi aveva una sola persona, chi nessuno e chi fin troppi attorno a lui.
Gli infermieri erano appartati nella loro sala e trascrivevano gli ultimi appunti del giro medici e commentavano lo stato di alcuni pazienti.
Tra questi una donna con la divisa spalancata per rinfrescarsi rendendosi una pausa dalle inibizioni del regolamento parlò:”sono tutti appresso a lui quasi a soffocarlo senza lasciarlo un po’ riposare. Ecco un esempio di quale camera a gas a volte è una famiglia!”
Nel sentire tali cose Bianca pensò a sua madre e si rese conto di quale coraggio l’aveva imbarcata sul Giulio Cesare in rotta verso il Brasile all’età di venticinque anni!
Quell’infermiera dall’aria noncurante e un po’ buffa era molto più convincente delle sue colleghe impettite e rifinite e Bianca pensò in greco: “Gunh sun sfairais”

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