domenica 29 maggio 2011

Bianca Torre cominciò a riflettere e pensò a quel tronfio Nordest, ignorante ma non proprio, stupido si, perché le persone intelligenti anche se ignoranti possono avere un animo ricco seppure di poca cultura. Poi quei riferimenti ad amicizie “intime”, pettegolezzi da parrucchiera che tutto sommato non c’entravano niente con lei, ma potevano alludere alla sua famiglia, che la Cooman conosceva bene, in particolare alla defunta zia, col nome simile al suo: Bianca Regina. A ben pensarci la professoressa Cooman aveva forse molto invidiato la posizione del Dott. FLocs, e rispetto a quello che era lei prima, la figlia poverella del lattaio, ora manifestava il desiderio di vantare un ruolo compromettente per rievocare l’immagine di una donna nota per essere diventata l’amante del suo stesso socio, il Dottor Holiday Jr., insieme al quale era partita per un viaggio da cui non era più tornata.
Bianca Torre riteneva ingiusto che un essere umano fosse ancora denigrato dopo la morte, perdipiù donna, e di venire lei stessa giudicata indirettamente per una colpa che non aveva commesso, e cominciò a pensare.
Si chiese perché era emarginata allo stesso modo, lentamente ma inesorabilmente dalla sua famiglia, il riconoscerla tacitamente come unica erede di una persona lontana dalla sua vita e dai suoi ideali e che le si stava avvicinando sempre più senza esserci.
Quale oscura ragione ne aveva fatto la nuova “parente scomoda?”
Perché ora toccava solo a lei questa pesante eredità? La corsa ai soldi e agli altri beni era rimasta appannaggio degli “avidi della famiglia” e non c’era traccia di un testamento… La Regina Bianca sembrava aver abbandonato al suo destino tutte le pedine una volta lasciata la scacchiera della vita.



domenica 22 maggio 2011

THE SHOW MUST GO ON


Di tanti impiegati che hanno fedelmente servito la BellesFemmes non dimentichiamo i figli non laureati del dott. FLocs: cominciamo con Père Goriot, eccellente contabile almeno per quanto riguarda i propri interessi: diffida Bianca dall’aprire un’attività in proprio per poter lavorare, ma le vende una casa che non renderà nulla.

Tuttavia per distribuire le colpe, resta fedele al personaggio di Balzac, lasciando scialare tutto alle sue donne, che posano da vestali dell’arte drammatica con l’inevitabile conseguenza di offrire uno spettacolo di pura comicità.

Il trio riesce ad avere successo rappresentando “La leggenda di Al, Do e Capone” in cui Capone viene magistralmente interpretato da chi “tiene i coglioni nella borsetta della moglie”, utile definizione tratta dal film “L’erba del vicino…” con Tom Hanks.

Alla Regina Nera tocca l’ufficio acquisti, data la lunga carriera di spendacciona già avviata, al punto da conferire il suo colore preferito anche al bilancio della ditta.

Si può definire meteora la Regina Bianca, successivamente all’incontro-scontro col dott. Holiday jr., altro socio di Bellesfemmes, se ne va in giro per il mondo trasformando la nobile arte dello shopping nel mestiere di buyer, fino a che innamoratasi del mare e del sole del Brasile, si trasferisce a Rio de Janeiro dove intraprenderà nuovi importanti affari.

L’esordio è stato sufficiente a capire perché il primogenito di FLocs rimane escluso dalle vicende Bellesfemmes ma non da catastrofi estetiche d’altro genere.

Non si discute che il Nordest fa dell’impresa famigliare un punto di forza, ma perché alla giovane Bianca Torre non è stato possibile neanche fare un giorno di prova come commessa nello spaccio aziendale?

La signora Torre, preferisce tacere non essendo di origine musulmana come Ruby Rubacuori, che avrà pur detto qualche volta un “Porco Silvio” nella vita.

E poi i due ex universitari sessantottini sono atei e credono poco anche in Silvio, a loro bastava il ricco babbo FLocs per lo sfoggio delle novità comprate al negozio Din Don, il più elegante di Chesstown ancora oggi.

Vorremmo propinarne mille e più di storie di famiglie disgraziate ma nell’Italia di oggi temiamo di dire cosa nota a tutti e perdere l’originalità, caratteristica fondamentale delle opere di pura divinazione.

giovedì 19 maggio 2011

In fine, se i cittadini di Chesstown intendono ancora crogiolarsi nel rimpianto successo della BellesFemmes, visto che è stato narrato anche l’inenarrabile, non abbiamo abbastanza alcool. Provate col Diesel



domenica 15 maggio 2011

Il Polligrifo, nuovo animagus



«Pape Satàn, pape Satàn aleppe!»,
cominciò Pluto con la voce chioccia;
e quel savio gentil, che tutto seppe,

disse per confortarmi: «Non ti noccia
la tua paura; ché, poder ch'elli abbia,
non ci torrà lo scender questa roccia.»

Nell’ufficio cultura di Chesstown le profondità infernali affiorano tra urla e convulsioni. Il male degli dei è ora il male di Satana e forse è vero che l’ignoranza rende più felici.
Eppure nella cultura chesstowncense l’incompetenza governa e chi pontifica non è certo ispirato dallo Spirito Santo.
Se qui non si è in grado di produrre il sapere, da dove arriva questa cultura?
E’ stata rubata, per il gusto di farsi belli con il lavoro altrui e forse l’autore, opportunamente non invitato, non sa che dovrebbe reclamare i suoi diritti.
Chi invece spera di dare il giusto riconoscimento al lavoro di suo nonno e affida una breve e concisa ricostruzione biografica a La Fontaine, lo vede fare il pavone assieme alla cornacchia Cooman in occasione del convegno.
Tuttavia le favole sono più facili a dirsi che a farsi e quando un lavoro di ricerca deve essere serio e documentato, si va fino alle terre lontane e paludose dove ha dimora il mitico polligrifo, l’unico in grado di covare una così grande opera per ben sei anni.
“Dare una cosa al nome” non è più impresa umana, ma bestiale!
Peccato che Chesstown riveli di non conoscere i suoi polli: infatti la gallina del filo d'oro aveva già lasciato in eredità una "nidiata di libri"... Certa gente non sa proprio vivere in Pace!

Lawrence O'Press

domenica 8 maggio 2011

Il pornografo

Ci lamentiamo dell’attuale oligarchia quando in realtà questo stesso governo ha fornito il miglior mezzo per dare a tutti lo stesso potere: l’ornitocrazia imperante nelle nostre televisioni.
Gli attributi aviari non mancano a nessuno, da ambo le parti: eppure c’è ancora quell’Italia così bigotta che non vuole lavorare, anzi preferisce oziare come ai tempi di Cicerone dedicandosi agli “studia”.
Tali retrogradi, molto democraticamente, lasciano certe opportunità alle giovani extracomunitarie, che altrimenti, sarebbero crudelmente discriminate per il colore della loro pelle, invece possono diventare tutte uguali dopo una attenta ispezione dei nostri rappresentanti di governo.
Come spesso accade la sinistra sbaglia bersaglio e forse qualche extracomunitaria, rischia di sentirsi più discriminata da questa opposizione, che va a prendersela proprio con l’ultima spiaggia che resta ai disperati immigrati.
Ma tra destra e sinistra chi si occupa del cervello che spesso emigra? Probabilmente entrambi ma senza risultati: già da tempi antichissimi l’organo è equamente suddiviso in due lobi, e da allora nessuno ha più avuto motivo di contesa.
Più arduo è dividere lo scandaloso buco, dove tutti anelano infilarsi in un’accesa lotta che vede l’Italia dispiacersi anche un pochino, all’idea che certuni muoiano, stritolati, penetrandolo in contemporanea.
Allo scopo di impedire questo scempio bisogna dividere prima i litiganti (il buco è più difficile) e sedersi a un tavolo per discutere cercando nuove proposte.
Una potrebbe essere quella di infilarsi da due estremità diverse, in fondo, destra e sinistra, meno si vedono più son contente…

Lawrence O’Press

domenica 1 maggio 2011

BUNGA BUNGA ALLE POSTE DI CHESSTOWN!

Oggi i magistrati interrogheranno Susy Sugasoldy prorompente consulente finanziaria nell’ufficio postale di Chesstown, incarico ottenuto, secondo fonti anonime, in seguito ad un bunga bunga col direttore dello stesso ufficio.
Qualcuno ha segnalato che una volta trovatasi in questa posizione favorevole, ha abusato del suo potere per convincere giovani correntisti, anche di paesi lontani, ad investire i propri risparmi in pacchetti finanziari cointestati assieme a un genitore, possibilmente anziano. Questi veniva poi circuito e convinto a prelevare il tutto di nascosto dal figlio, lasciando una percentuale alla sopracitata Susy Sugasoldy che faceva sparire tutta la documentazione e non dava spiegazioni di quanto accaduto.
Tra le vittime c’è anche Bianca Torre che stava accantonando una cifra sufficiente per restaurare la casetta sulle colline lasciatale dal babbo.
Più di due volte ha suonato ai postini per sapere qualcosa, ha pure scritto una lettera, ma la sua scorta di soldi rimane in mano ad un’escort da quattro soldi il cui vero nome è Francesca come dimostra una lettera che il direttore le ha scritto:

Cara Francesca,
Ce l’ho duro come una pesca
Se lo metto nella tua foresta
Vedrai che tempesta!

Questi sono i servizi delle Poste di Chesstown, considerando le ingenti somme, il Comune della stessa città offre solo dei servizietti!

Attenzione alla concorrenza: se la scuola istruisce bellamente delle Susy Sugacuori, date le referenze ostentate dalla prof. Cooman, le Susy Sugasoldy della posta sono molto più preparate:è vero che la scuola è gratuita, pubblica e nessuno pensa che sia giusto pagare per essa, specie se ci insegna la Cooman, ma mi sembra che i conti di chi, viene dalla facoltà di lettere e raccomandate, siano assai salati soprattutto se sono i soldi nostri. Urge una sana lotta di classe!

Un uomo sposato usa le nostre tasse per pagarsi un’amante sessantenne e assurge alla carica di sindaco a Chesstown quando altrove sarebbe investito del titolo di “Re in Bianco”.
Orsù qualcuno si faccia coraggio e pensi alla popolazione femminile che non può fruire delle dimostrazioni didattiche di queste stagionate “veline” e parli con sincerità senza aspettare l’otto marzo:
“A’ Prof, divento più lesbica a magna’ a fiorentina che a vedè te!”


Lawrence O’Press