Bianca Torre cominciò a riflettere e pensò a quel tronfio Nordest, ignorante ma non proprio, stupido si, perché le persone intelligenti anche se ignoranti possono avere un animo ricco seppure di poca cultura. Poi quei riferimenti ad amicizie “intime”, pettegolezzi da parrucchiera che tutto sommato non c’entravano niente con lei, ma potevano alludere alla sua famiglia, che la Cooman conosceva bene, in particolare alla defunta zia, col nome simile al suo: Bianca Regina. A ben pensarci la professoressa Cooman aveva forse molto invidiato la posizione del Dott. FLocs, e rispetto a quello che era lei prima, la figlia poverella del lattaio, ora manifestava il desiderio di vantare un ruolo compromettente per rievocare l’immagine di una donna nota per essere diventata l’amante del suo stesso socio, il Dottor Holiday Jr., insieme al quale era partita per un viaggio da cui non era più tornata.
Bianca Torre riteneva ingiusto che un essere umano fosse ancora denigrato dopo la morte, perdipiù donna, e di venire lei stessa giudicata indirettamente per una colpa che non aveva commesso, e cominciò a pensare.
Si chiese perché era emarginata allo stesso modo, lentamente ma inesorabilmente dalla sua famiglia, il riconoscerla tacitamente come unica erede di una persona lontana dalla sua vita e dai suoi ideali e che le si stava avvicinando sempre più senza esserci.
Quale oscura ragione ne aveva fatto la nuova “parente scomoda?”
Perché ora toccava solo a lei questa pesante eredità? La corsa ai soldi e agli altri beni era rimasta appannaggio degli “avidi della famiglia” e non c’era traccia di un testamento… La Regina Bianca sembrava aver abbandonato al suo destino tutte le pedine una volta lasciata la scacchiera della vita.
Bianca Torre riteneva ingiusto che un essere umano fosse ancora denigrato dopo la morte, perdipiù donna, e di venire lei stessa giudicata indirettamente per una colpa che non aveva commesso, e cominciò a pensare.
Si chiese perché era emarginata allo stesso modo, lentamente ma inesorabilmente dalla sua famiglia, il riconoscerla tacitamente come unica erede di una persona lontana dalla sua vita e dai suoi ideali e che le si stava avvicinando sempre più senza esserci.
Quale oscura ragione ne aveva fatto la nuova “parente scomoda?”
Perché ora toccava solo a lei questa pesante eredità? La corsa ai soldi e agli altri beni era rimasta appannaggio degli “avidi della famiglia” e non c’era traccia di un testamento… La Regina Bianca sembrava aver abbandonato al suo destino tutte le pedine una volta lasciata la scacchiera della vita.







