«Pape Satàn, pape Satàn aleppe!»,
cominciò Pluto con la voce chioccia;
e quel savio gentil, che tutto seppe,
disse per confortarmi: «Non ti noccia
la tua paura; ché, poder ch'elli abbia,
non ci torrà lo scender questa roccia.»
Nell’ufficio cultura di Chesstown le profondità infernali affiorano tra urla e convulsioni. Il male degli dei è ora il male di Satana e forse è vero che l’ignoranza rende più felici.
Eppure nella cultura chesstowncense l’incompetenza governa e chi pontifica non è certo ispirato dallo Spirito Santo.
Se qui non si è in grado di produrre il sapere, da dove arriva questa cultura?
E’ stata rubata, per il gusto di farsi belli con il lavoro altrui e forse l’autore, opportunamente non invitato, non sa che dovrebbe reclamare i suoi diritti.
Chi invece spera di dare il giusto riconoscimento al lavoro di suo nonno e affida una breve e concisa ricostruzione biografica a La Fontaine, lo vede fare il pavone assieme alla cornacchia Cooman in occasione del convegno.
Tuttavia le favole sono più facili a dirsi che a farsi e quando un lavoro di ricerca deve essere serio e documentato, si va fino alle terre lontane e paludose dove ha dimora il mitico polligrifo, l’unico in grado di covare una così grande opera per ben sei anni.
“Dare una cosa al nome” non è più impresa umana, ma bestiale!
Peccato che Chesstown riveli di non conoscere i suoi polli: infatti la gallina del filo d'oro aveva già lasciato in eredità una "nidiata di libri"... Certa gente non sa proprio vivere in Pace!
Lawrence O'Press

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