Di tanti impiegati che hanno fedelmente servito la BellesFemmes non dimentichiamo i figli non laureati del dott. FLocs: cominciamo con Père Goriot, eccellente contabile almeno per quanto riguarda i propri interessi: diffida Bianca dall’aprire un’attività in proprio per poter lavorare, ma le vende una casa che non renderà nulla.
Tuttavia per distribuire le colpe, resta fedele al personaggio di Balzac, lasciando scialare tutto alle sue donne, che posano da vestali dell’arte drammatica con l’inevitabile conseguenza di offrire uno spettacolo di pura comicità.
Il trio riesce ad avere successo rappresentando “La leggenda di Al, Do e Capone” in cui Capone viene magistralmente interpretato da chi “tiene i coglioni nella borsetta della moglie”, utile definizione tratta dal film “L’erba del vicino…” con Tom Hanks.
Alla Regina Nera tocca l’ufficio acquisti, data la lunga carriera di spendacciona già avviata, al punto da conferire il suo colore preferito anche al bilancio della ditta.
Si può definire meteora la Regina Bianca, successivamente all’incontro-scontro col dott. Holiday jr., altro socio di Bellesfemmes, se ne va in giro per il mondo trasformando la nobile arte dello shopping nel mestiere di buyer, fino a che innamoratasi del mare e del sole del Brasile, si trasferisce a Rio de Janeiro dove intraprenderà nuovi importanti affari.
L’esordio è stato sufficiente a capire perché il primogenito di FLocs rimane escluso dalle vicende Bellesfemmes ma non da catastrofi estetiche d’altro genere.
Non si discute che il Nordest fa dell’impresa famigliare un punto di forza, ma perché alla giovane Bianca Torre non è stato possibile neanche fare un giorno di prova come commessa nello spaccio aziendale?
La signora Torre, preferisce tacere non essendo di origine musulmana come Ruby Rubacuori, che avrà pur detto qualche volta un “Porco Silvio” nella vita.
E poi i due ex universitari sessantottini sono atei e credono poco anche in Silvio, a loro bastava il ricco babbo FLocs per lo sfoggio delle novità comprate al negozio Din Don, il più elegante di Chesstown ancora oggi.
Vorremmo propinarne mille e più di storie di famiglie disgraziate ma nell’Italia di oggi temiamo di dire cosa nota a tutti e perdere l’originalità, caratteristica fondamentale delle opere di pura divinazione.

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