domenica 1 maggio 2011

BUNGA BUNGA ALLE POSTE DI CHESSTOWN!

Oggi i magistrati interrogheranno Susy Sugasoldy prorompente consulente finanziaria nell’ufficio postale di Chesstown, incarico ottenuto, secondo fonti anonime, in seguito ad un bunga bunga col direttore dello stesso ufficio.
Qualcuno ha segnalato che una volta trovatasi in questa posizione favorevole, ha abusato del suo potere per convincere giovani correntisti, anche di paesi lontani, ad investire i propri risparmi in pacchetti finanziari cointestati assieme a un genitore, possibilmente anziano. Questi veniva poi circuito e convinto a prelevare il tutto di nascosto dal figlio, lasciando una percentuale alla sopracitata Susy Sugasoldy che faceva sparire tutta la documentazione e non dava spiegazioni di quanto accaduto.
Tra le vittime c’è anche Bianca Torre che stava accantonando una cifra sufficiente per restaurare la casetta sulle colline lasciatale dal babbo.
Più di due volte ha suonato ai postini per sapere qualcosa, ha pure scritto una lettera, ma la sua scorta di soldi rimane in mano ad un’escort da quattro soldi il cui vero nome è Francesca come dimostra una lettera che il direttore le ha scritto:

Cara Francesca,
Ce l’ho duro come una pesca
Se lo metto nella tua foresta
Vedrai che tempesta!

Questi sono i servizi delle Poste di Chesstown, considerando le ingenti somme, il Comune della stessa città offre solo dei servizietti!

Attenzione alla concorrenza: se la scuola istruisce bellamente delle Susy Sugacuori, date le referenze ostentate dalla prof. Cooman, le Susy Sugasoldy della posta sono molto più preparate:è vero che la scuola è gratuita, pubblica e nessuno pensa che sia giusto pagare per essa, specie se ci insegna la Cooman, ma mi sembra che i conti di chi, viene dalla facoltà di lettere e raccomandate, siano assai salati soprattutto se sono i soldi nostri. Urge una sana lotta di classe!

Un uomo sposato usa le nostre tasse per pagarsi un’amante sessantenne e assurge alla carica di sindaco a Chesstown quando altrove sarebbe investito del titolo di “Re in Bianco”.
Orsù qualcuno si faccia coraggio e pensi alla popolazione femminile che non può fruire delle dimostrazioni didattiche di queste stagionate “veline” e parli con sincerità senza aspettare l’otto marzo:
“A’ Prof, divento più lesbica a magna’ a fiorentina che a vedè te!”


Lawrence O’Press

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