domenica 29 luglio 2012

Il tordello Medievalis


Tra torte d'erbi, barbotla, testaroli, e altre specialità lunigianesi ve n'è una di fama internazionale, che da prima del medioevo ai giorni nostri è gradita a tutti i maschi del pianeta!
Il centro storico, nel rispetto della nuova ordinanza comunale eludendo la legge Merlin con manifestazioni folkloristiche, tutelate dal testo unico dei beni culturali, ci propone il “tordello medievalis” che non è un piccolo tordo ma una pettera massese che si accende con un po' d'alcool.
Per non smentire la fama di città dell'accoglienza qui si mangia bene e si dorme meglio possibilmente sugli allori di prodi guerrieri immortalati su statue stele, e di regnanti illustri discesi su queste valli.
Orgogliosi degli storici eroi, il futuro porterà, grazie alle virtù del tordello, eroi stoici che, sotto il martirio delle sanguisughe erariali, affrontano il male di vivere del cittadino italiano. 

 


giovedì 26 luglio 2012

La Santa Guerra del K...ebab


Mentre Peppone e Don Camillo si rimodernavano con la Santa Guerra del Kebab una certa Torre riflette su un metodo di conciliazione altrettanto esotico ispirandosi Mahatma Gandhi.
Prende il sole sul terrazzo, passeggia per giorni, siede davanti al fiume e infine consulta l'oroscopo, allorquando s'illumina e pensa che aveva la soluzione chiara come una stella nel cielo notturno: ricordò di aver studiato nella sua oppressiva scuola delle invasioni dei mori in Europa, e che la Sicilia, ma ancor più la Spagna avevano già vissuto nella storia i problemi di integrazione che oggi affliggono il suo paesino appenninico. Anche se non aveva trovato testimonianza certa nella Chanson de Roland, era possibile che il kebab fosse un piatto tipico della Spagna moresca, quindi un Medievalis Spagnolo, epoca remota ancora viva nella sua città non solo nel pensiero, ma anche riportata al presente dalla festa Medievalis che si teneva ogni agosto a Brattling.
Pertanto cercò idee per un gemellaggio, che avrebbe dato non solo, un significato culturale al kebab nel medioevo, ma anche la possibilità di reincontrare una coppia di amici emigrati in Spagna, qualche anno prima, in cerca di fortuna. Per contrappasso questo amico potrebbe appagare le aspirazioni delle destre più estreme visto che il suo aspetto è quello di un perfetto ariano. Così facendo tutti possono lavorare senza subire il colonialismo e al tempo stesso accogliere in città non solo i turisti, ma anche gli stranieri.

domenica 22 luglio 2012


Acqua di fiume battezza il Bridgerattlingcense dal sass, ma la classe non è acqua e ogni brattlingcense autentico ama il buon vino e la birra ben spillata.

giovedì 19 luglio 2012

Breve è l'estate nel paesino di Brattling. In quei pochi giorni d'agosto in cui l'afa lo ricopre, un'antica magia lo trasforma in Bridgerattling e riporta con esso tutti i suoi abitanti nel Medioevo, facendogli rivivere gli antichi splendori di città nobile e ricca.


domenica 15 luglio 2012


Bianca Torre guardava i numerosi marocchini sulla spiaggia che tentavano invano di vendere cianfrusaglie ai passanti.
Ritornò alla mente il Nordest dove gli immigrati non si vedevano ma erano più numerosi, e si sentì profondamente simile a loro, era rimasta al nord solo perché aveva un disperato bisogno di lavoro per racimolare quel po’ di soldi e curriculum buoni per mangiare tutti i dì e avere qualcosa di meglio dello sterco essiccato per scaldarsi.
I veneti continuavano a disprezzare gli stessi extracomunitari indispensabili ai loro comodi, ma la cosa non era reciproca: appena si trovava lavoro da un’altra parte i veneti possono cessare di esistere.
Abbandonare l’idiozia per la creatività, lo straordinario per La Santa Domenica e la spacconeria per gli Amici Miei. Il Karma nevrotico diventa Zen e finalmente buoni i sapori in tavola, freschi i profumi e calda la pelle, mentre la luce del sole e della luna mostreranno paesaggi incontaminati di terre felici e talvolta troppo mattacchione… il suono di un dialetto bello e variopinto canterà contro voci stridule e muggiti isterici.

giovedì 12 luglio 2012


L' Aristos non è mai schiavo del superfluo, l'aristos cerca l'essenziale e per questo non guarda ad un incremento di ricchezza, ma guarda quando il superamento dell'essenziale può essere bellezza, tuttavia anche la bellezza è essenziale perchè è un bene paradossalmente duraturo, più della ricchezza in quanto è un valore in grado di durare nel tempo.
Da qui nasce la differenza tra un'educazione aristocratica e una borghese. Un'educazione borghese rispecchia il consumismo ed il continuo bisogno del valore aggiunto, ma il valore aggiunto aristocratico è nella sua stessa essenza, e nel tempo si rivela.

giovedì 5 luglio 2012


Dove c'è acqua, c'è vita
dove c'è una fonte c'è acqua.
Ci sono tre fonti
in fondo al paese
non un punto qualsiasi,
una virgola di terra,
fra le colline di Luna.
Ciascuna fonte è unica,
ha la sua proprietà:
a cavallo di una botte,
un Bacco d'arenaria
centellina la più rada,
una marmorea grottesca
dona l'apuano calcare,
per le ossa più fragili.
Poi un lavatoio, al centro,
del piccolo ristoro,
raccoglie acqua, per
i pascoli di passaggio.
Infine la più lieve,
sgorga, da accigliato
viso di marmo.

martedì 3 luglio 2012

IL POSTO DEI BAMBINI

Lungo una piccola cresta di monte si sviluppa un paese di nome Virgoletta, così chiamato forse perché è più una virgola che un centro con una piazza che lo raccoglie.
Piccole aie graziose si aprono lungo la via interna e belle pietre scolpite ornano le sue porte. In fondo sta un castelletto con un porticato fiorito al primo piano.
Più sotto una piccola torre circolare è di guardia al giardinetto che lo circonda.
Anguste scalinate portano alla via al di là del monte, da qui, si vedono le strettissime case costellate di finestre, innalzarsi per numerosi piani partendo dalle stalle dove spesso si tenevano gli asini, da qui, il detto: “Virgoletta, terra di asini” , in realtà tra questi asini possiamo vantare ben due vescovi ed il primo venditore d'Italia.
Non avendo il paese un vero e proprio centro è facile vedere i paesani raccogliersi all'antico lavatoio per prendere l'acqua delle tre fonti che sgorgano da tre splendide statue: al centro sta la vasca per lavare i panni ed abbeverare il pascolo, ai lati stanno due pregiate grottesche marmoree, quella di destra è affiancata da un bacco d'arenaria che sormonta una botte.
La popolazione viene spesso a raccogliere l'acqua in bottiglia, da prima che esistesse l'ecologia, non solo per non sprecare l'acqua che scorre incessante ed è particolarmente sana, ma indubbiamente per godersi la pace e la bellezza di questo angolo sperduto di mondo, dove tutti accorrono e si ritrovano tanto che negli ultimi tempi è stato costruito un piccolo parcheggio, assai comodo, visto il via vai di macchine.
Il privilegio della pausa alla fonte non è solo per chi ha tempo ma anche per chi vuole un animale al suo fianco o per i genitori che che devono trascinare i figli nel loro girovagare tra i vari impegni: un piccolo parco giochi è stato costruito davanti alla fonte, possiamo sperare che i bambini che non vivono l'efficienza della città possano stare all'aria aperta mentre una mamma, un papà o un nonno approfitta per fare scorta di salute ed acqua.


domenica 1 luglio 2012


Ogni giorno nella vita entrano le persone, tra incontri belli e brutti l'uomo non può rinunciare agli altri perché ne ha bisogno. Sin da quando esiste il concetto di branco, ovvero da sempre, cercare l'aiuto delle persone è più forte del fare da sé: perché le grandi cose scaturiscono dalla vera solidarietà, il credere in positivo di volere il bene comune, il bene per tutti.
Dall'allegra brigata al gruppo operativo unire le forze e le idee è un principio vincente come ci dimostra Richard Florida nel suo libro “Ascesa della classe creativa”.
Ciascuno ha un potenziale ma deve vivere più esperienze possibili per riuscire ad attivarlo e il miglior modo è conoscere persone: le persone che interagiscono sono un grande stimolo, quindi ci sono luoghi che favoriscono l'incontro e città che sono per costituzione privilegiate in questo.
Può sembrare strano ma proprio in un luogo sperduto come la Lunigiana abbiamo quelle forme di intrattenimento libere che rispecchiano i legami occasionali, quelli preferiti perché obbligati dalla crisi del lavoro a emigrare e spostarsi continuamente.
Già da tempo il paese di origine non è solo la nostra città a volte troppo grande e anonima, ma il paese dei nonni dove esiste ancora la casa che costituisce un punto fisso perché durante le vacanze siamo liberi di tornarci, perché abbiamo l'appuntamento annuale a cui tutti non vogliono mancare che è la festa del paese, spesso d'estate, quando tutti tornavano per godersi la pace ed il fresco lontano dal caldo e il caos che costringono a barricarsi in casa col condizionatore acceso.
Allora rinasce la piccola comunità nel borgo e tutti collaborano per organizzare la festa, una piccola società che si moltiplica per le 144 feste lunigianesi sparse nel territorio e vede la popolazione riversarsi nella più grande festa della zona: Medievalis, indubbiamente questa festa beneficia dell'abitudine ad essere in zona in estate e una festa unica, così bella e suggestiva è diventata la stella di una piccola galassia di feste.
Lo scenario urbanistico del centro storico, rimasto intatto forse proprio per per la scarsa crescita del territorio, offre già di per sé una perfetta ambientazione.
Ma in questa cornice osserviamo dei luoghi nel luogo che rendono la città di Pontremoli adatta agli incontri in ogni occasione: le piazze e piazzette che offrono respiro al passeggio e sono luoghi ideali per la sosta, l'incanto delle sue pietre catturano l'attenzione e rallentano i ritmi predisponendo all'incontro. Grande punto di raccolta è via piazza del Duomo dove ci sono le rappresentazioni e da qui partono le sfilate al suono dei tamburi e da ogni dove si diramano eventi, musica dal vivo e tanti bar.
È questo il nuovo stile di vita dei creativi, e le città ed i luoghi di residenza devono adeguarsi ad essi e proporre delle alternative atte a trattenerli per non far verificare il fenomeno dell’emigrazione, quindi la perdita di queste persone che rappresentano l’unico fattore di progresso che attualmente possediamo.

L.O.