domenica 25 dicembre 2011
Tre ragazzine musulmane erano venute in Italia e la scuola aveva incaricato il professor Torre, padre di Bianca, per il loro inserimento nella vita scolastica. Anche Bianca doveva imparare a riconoscerle (non era difficile dato il loro caratteristico abbigliamento e la pelle scura) ed a salutarle con il Salam alaik om, e queste rispondevano con un semplice Salam. Un augurio di pace che doveva instillare in lei la speranza di un mondo migliore, quello fallito dai sessantottini come la signora Torre, e quello che gli ecologisti volevano incontaminato, come quel paesello toscano, crocevia di più fiumi, solcati dalla piccola Torre fin dalla più tenera età, luogo sognante ed isolato dalla cannibalesca civiltà.
I ricordi di Samira, una delle tre ragazze dovevano essere leggermente diversi…..
Bianca non era nella stessa classe, ma nell’ora di ginnastica, la clase di bianca e quella di Samira si riunivano.
Un giorno, finita la lezione, cominciò a piovere, e tra chi trovava il compagno del cuore con l’ombrello da dividere e chi si metteva il cappotto sulla testa, Bianca si accorse di Samira, sempre sola, un po’ come lei, diversa da quel mondo così evoluto, proprio per quelle estati selvagge fra le foreste che i fiumi di Bridgerattling fendevano.
Con una borsa in una mano ed il cappotto nell’altra raggiunse Samira e creò una tettoia per entrambe.
Nel breve percorso parlarono del tutto e del niente, così per compagnia, Samira era poco loquace ma Bianca non si scoraggiava perché amava parlare con le persone e ancora oggi è così, e se gli domandate di Samira, si ricorda ancora dell’amica timida e dolce, i cui capelli crespi non raccolsero la pioggia quel giorno...
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