Di tanto in tanto organizzavano delle vere sfilate attraverso le vie principali della città, acclamati da tutti. Durante una di queste manifestazioni vollero spingersi provocatoriamente fino alla via del monastero della Schifosa, dove scorsero il pretino abbronzato che si godeva la birra. Il Papa non si era reso conto di essersi trasformato in un moro d'Africa con tutto quel sole, e gli incappucciati lo notarono subito. Certo il diverso disgusta perché non vi siamo abituati anche se talvolta ci si abitua più facilmente al cattivo gusto che al bello. Inoltre, il diverso è ciò che è fuori delle nostre abitudini che sono un po' le nostre sicurezze, per questo spaventa e ci rende perfino aggressivi. Immaginate allora in pieno Medioevo quando c'erano pochissimi contatti tra le persone, barricate tra fortezze ed abbazie, per difendersi dagli assalti di altre popolazioni, dove le distanze erano più lontane ed i viaggi più lunghi e pericolosi: allora anche un uomo cambiato molto d'aspetto poteva apparire di una razza differente e incutere strani timori, che ancor oggi non sono completamente esorcizzati: di conseguenza, una pelle non più candida era cosa impura, e tale impurità poteva essere mondata solo con un rogo. Si avvicinarono al pretino solo e cominciarono a gridare: “al rogo il morisco!”. Il povero Papa aprì gli occhi, vide quei figuri minacciosi, cadde dallo sgabello sentendo l'avvicinarsi dell'estrema unzione. Fu preso di peso e legato ad un palo, quindi cominciarono a preparare un bel falò; ma in cinque e tre otto arrivarono in suo soccorso frà Portiere, fra Mediano e frà Taccante detto anche fra Tac, i più allenati del monastero, e fecero scappare gli incappucciati con otto e due, dieci calci nel culo. Vista la mal parata, mentre accorrevano altri frati, i cappucci bianchi sparirono dietro una nuvola di polvere e nessuno a Bridgerattling li vide più se non sulle ombre cinesi di qualche ambulante che aveva assistito alla scena.
La legna rimasta lì fu destinata al fuoco della grande cena che si organizzò la sera stessa in onore del prete moro.

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