Un giorno che papà sistemava i suoi attrezzi scoprì un piccolo varco sotto la legnaia e chiamò Rita per mostrarglielo.
“Penso che sia vissuto qui prima di cercarci” le disse il padre, “chissà quanto tempo è stato a guardarci perché aveva paura e non si fidava di noi. Molte volte, quando lo cercavo, lo vedevo avvicinarsi da questa parte, si vede che non si era ancora abituato a stare nel garage.”.
Rita non parlò, ma cercò il suo gatto volgendo lo sguardo tutt’intorno al giardino e lo trovò quasi sulla cima di un albero di albicocche, sembrava sano e felice eppure era molto più speciale di quanto sembrasse.
Dopo un mese il veterinario gli fece un controllo e fu piacevolmente stupito di vederlo usare la sua gamba liberamente. Papà lo fece comunque sterilizzare per evitare il rischio che fosse troppo in giro a cacciarsi nei guai.
Pino era diventato agile ed acrobatico e prendeva spesso i complimenti dalla sua padroncina soprattutto quando acchiappava i topi che tentavano inutilmente di nascondersi in casa. Crescendo si trasformava in un gatto la cui bellezza faceva fermare le persone che passavano davanti al cancello e si congratulavano ancora di più, quando sentivano la sua storia.
Ora Pino aveva trovato una famiglia, nuovi amici ogni giorno: viveva in un giardino pieno di profumi e di fiori felice e contento.
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